“Essere o non essere (Charlie), è questo il problema”

La libertà di espressione è senza dubbio uno dei valori fondamentali delle moderne società democratiche, tanto da essere stata definita dalla Corte Costituzionale “pietra angolare [1]” di ogni sistema democratico. Come ogni libertà ha per sua natura un limite oggettivo: deve ridimensionarsi per garantire l’esercizio di altre libertà costituzionalmente protette come, ad esempio, la libertà religiosa.

Se per libertà d’espressione intendiamo manifestare le proprie opinioni o non manifestarne alcuna, per libertà religiosa intendiamo la facoltà di professare liberamente il proprio credo e non essere oggetto di discriminazioni in ragione di questo. Proprio in questi giorni l’attentato alla redazione del giornale parigino di “Charlie Hebdo” ha sconvolto l’occidente. Nei social media il popolo del web si è diviso, anche se il pensiero dominante ha influenzato notevolmente: sono o non sono Charlie? Questo dubbio amletico deve interrogarci tutti.

Sia chiaro, la violenza esercitata dai fondamentalisti islamici non può essere giustificata in alcun modo, ma urge prendere una posizione chiara e irrevocabile, in netto contrasto con il pensiero comune: Je ne suis pas Charlie. Non sono Charlie per un motivo semplicissimo: non condivido assolutamente l’esercizio della satira, concreta attuazione della libertà di espressione, come azione volta a infamare alcuna religione. La predisposizione di chi si trova in una società globalizzata e multiculturale non deve essere quella di una sorda e ipocrita tolleranza, ma di un sano e sincero rispetto per un connotato fondamentale e innato nell’uomo: l’appartenenza ad un credo religioso.

Nascondersi dietro il velo della satira per offendere coscientemente le religioni non è libertà di espressione. E’ blasfemia. Il frutto di una cultura vile che promuove un bieco laicismo il quale tende, di fatto, a svalutare i valori di una cultura che, in quanto tale, è sempre preziosa. Sempre.

Ma attenzione, rispettare non significa perdere la propria identità. Nella stessa società globalizzata e multiculturale di cui sopra, pur rispettando il diverso, dobbiamo mantenere la nostra identità e combattere chi intende demolirla. Le differenze sono preziose, guai a chi vuole omologarle. Non sono Charlie perché credo profondamente che la libertà di espressione sia un servizio alla verità, non un’ideologia da usare a proprio gusto e piacere. Il dubbio amletico è risolto.

 (Publicato in “VoxPopuli Lateranensis“, Febbraio 2015)

Massimo Magliocchetti

©Riproduzione riservata


[1] cfr. Corte Costituzionale, Sentenza 17 aprile 1969, n.84.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.