La ragione conferma la sacralità della vita

Vita - feto

Il secondo paragrafo dell’Evangelium Vitae[1] ha come tema di fondo il valore incomparabile della vita umana. Le parole di Papa Wojtyła, anche in questo caso, hanno un significato ed un peso specifico. Infatti, può essere definito incomparabile ciò che per sua natura non ammette paragoni e, proprio in virtù della sua «grandezza e preziosità[2]», si presenta come «unico[3]». Quanto scritto in questo breve ma intenso paragrafo può sembrare il risultato di speculazioni filosofiche tipicamente ed esclusivamente attinenti alla filosofia cattolica, oltre che alla teologia cristiana. E invece no. Solo con l’uso della ragione, senza arricchire la nostra riflessione con la religione, arriveremo a definire sacra e inviolabile la vita umana.

La ragione come passepartout per il dialogo. L’uomo è per sua natura un essere in relazione. È vero anche che è fortemente influenzato dal proprio credo religioso, il quale diventa parte integrante della sua vita, della sua cultura, delle sue azioni e, inevitabilmente, modula le sue relazioni. Spesso, però, rende gli uomini incapaci al confronto, per via dei pregiudizi che uno presenta nei confronti dell’altro. Tuttavia, ciò che accomuna tutti gli uomini è la ragione: una facoltà universale che diventa un prezioso passepartout per aprire le porte del dialogo.

razionalità-del-noiUtilizzare la fede come chiave per entrare in relazione potrebbe diventare controproducente per via di alcuni pregiudizi e lesivo della sensibilità del nostro interlocutore; la ragione, invece, essendo insita in tutti gli uomini, diventa il passepartout per entrare relazione, prima, e in dialogo, poi, con tutti. Inoltre, proprio il magistero della Chiesa Cattolica conferma che «la fede non ha paura della ragione; al contrario, la cerca e ha fiducia in essa, perché “la luce della ragione e quella della fede provengono ambedue da Dio”, e non possono contraddirsi tra loro»[4]. Questo metodo, che trova la sua origine in San Tommaso D’Aquino, il quale entrò in dialogo con il mondo arabo ed ebraico, deve diventare il nostro metodo.

L’autorevolezza delle argomentazioni. Ora per sostenerela nostra tesi solo con l’uso della ragione, dobbiamo giocare le nostre carte migliori: argomentazioni  vere, condivisibili e, soprattutto, autorevoli.

In una società globalizzata come la nostra una delle armi migliori per sostenere le proprie idee è rifarsi ai progressi scientifici e agli studi di importanti e autorevoli scienziati. Degno di nota è quanto contenuto in un moderno manuale universitario di embriologia, dove si afferma che «lo sviluppo umano inizia dalla fecondazione, cioè il processo durante il quale il gamete maschile o spermatozoo si unisce ad un indexgamete femminile (ovulo) per formare una singola cellula chiamata zigote. Questa cellula totipotente altamente specializzata segna il nostro inizio come individuo unico […]. Uno zigote è l’inizio di un nuovo essere umano (cioè, l’embrione)»[5]. Dal concepimento la scienza è concorde nel sostenere che «da quel momento lo sviluppo sia continuo, autonomo (autodiretto), finalisticamente orientato»[6]. Insomma, lo conferma la scienza[7]. Ma, visto che la scienza si basa sul ragionamento scientifico, quindi sulla ragione, abbiamo, quindi, provato come «la ragione è sufficiente per riconoscere il valore inviolabile di ogni vita umana[8]».

Dalla teoria alla pratica. Ora che abbiamo provato, solo con l’uso della ragione, che dal concepimento nasce una vita unica e irripetibile dobbiamo fare nostre le parole che Giovanni Paolo II scrive nel paragrafo in esame: «ogni uomo sinceramente aperto alla verità e al bene, con la luce della ragione e non senza il segreto influsso della grazia, può arrivare a riconoscere nella legge naturale scritta nel cuore (cfr. Rm 2, 14-15) il valore sacro della vita umana dal primo inizio fino al suo termine, e ad affermare il diritto di ogni essere umano a vedere sommamente rispettato questo suo bene primario»[9]. È un monito forte e chiaro per tutti gli uomini e le donne di buona volontà che decidono di far prevalere la ragione sull’ideologia.

La sacralità della vita. Nell’accezione più laica del termine la vita umana è sacra, nel senso che è quanto di più prezioso l’uomo possiede, condizione senza la quale tutto il resto perde di senso. Un diritto fondamentale e inviolabile di ogni uomo e donna, riconosciuto e garantito dalle costituzioni dei moderni paesi democratici, presupposto essenziale per l’esercizio di ogni altro diritto. Infatti, la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 35 del 1997 ha definito il diritto alla vita come il presupposto di tutti i diritti inviolabili dell’uomo, «e cioè tra quei diritti che occupano nell’ordinamento una posizione privilegiata, in quanto appartenente all’essenza dei valori supremi sui quali si fonda la Costituzione Italiana».

«Sul riconoscimento di tale diritto si fonda l’umana convivenza e la stessa comunità politica», precisa il pontefice. È proprio quella politica che dal 22 maggio 1978, in Italia, ha trasformato un delitto in un comportamento lecito (seppur con delle condizioni, spesso però ipocritamente aggirate). Proprio dalla politica, quindi, dobbiamo ricominciare, con pazienza e amore per la verità, creando ponti e non muri, senza pregiudizi. Creare consenso con argomentazioni autorevoli basate su ragionamenti logici e ragionevoli, traducendo la “lingua della cultura della vita” nella “lingua del mondo” e arrivando all’obiettivo degli obiettivi: difendere la vita, dal suo inizio fino al suo termine naturale.

Massimo Magliocchetti

©Riproduzione riservata


[1] D’ora in poi abbreviata in “Ev”.

[2] GIOVANNI PAOLO II, Evangelium vitae, 1995, n.2.

[3] ZANICHELLI, Vocabolario della lingua italiana, 2005, voce: Incomparabile.

[4] Cfr. PAPA FRANCESCO, Evangelii Gaudium, 2013, n. 242; SAN TOMMASO D’AQUINO, Summa contra Gentiles, I, VII; GIOVANNI PAOLO II, Lettera Enciclica Fides et Ratio, 1998, n.43.

[5] K.L. MOORE, The developing human: clinically oriented embryology“, Saunders 2003, pp. 2, 16.

[6] C. CASINI, Le cinque prove dell’esistenza dell’uomo, San Paolo, 2010, p.29.

[7] Per approfondire la tematica si consiglia la lettura di: A. GIULI, Inizio della vita umana individuale, Basi biologiche e implicazioni bioetiche, Aracne, 2005; C. CASINI, Le cinque prove dell’esistenza dell’uomo, alla radice della bioetica e della biopolitica, San Paolo, 2010.

[8] Cfr. PAPA FRANCESCO, Evangelii Gaudium, 2013, n. 213.

[9] GIOVANNI PAOLO II, Evangelium vitae, 1995, n.2.

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