Biffi e il progresso: “Categoria comica”

cardinal-biffiA pochi giorni dalla morte del Card. Giacomo Biffi, principe della Chiesa e coraggioso uomo anticonformista, analizziamo un suo interessante intervento su un tema molto controverso, spesso banalizzato: il progresso.

Siamo nel 1998. Nella casa arcivescovile di Bologna, il Card. Biffi rilascia una lunga intervista al giornalista e scrittore Sergio Zavoli. Numerosi i temi trattati, tutti molto importanti e profondi: fra tutti, a parer di chi scrive, uno merita una particolare attenzione visto il momento storico in cui viviamo.

Cos’è il progresso? Possiamo definire la categoria del progresso come sviluppo, miglioramento, perfezionamento, un “andare avanti” (progredior, dal latino) rispetto ad una determinata conoscenza. Questa categoria, divenuta il vessillo di una visione politica di “sinistra”, sembra oggi essersi riempita di relativismo, come se il solo fatto di andare avanti sia giusto in sé senza chiedersi se sia moralmente giusto, nel senso pieno del termine.

Proprio in merito alla definizione di progresso il Card. Biffi si esprime con una sottile ironia che cela una profonda verità di fondo: «il progresso è una categoria comica, se si va avanti c’è bisogno di sapere qual è la meta, altrimenti come facciamo a dire che si va avanti?». È proprio qui che il falso mito di progresso moderno si differenzia dall’idea di progresso integrale dell’uomo. Il primo, grande religione degli ultimi due secoli, ha alla base una concezione relativista che toglie ogni primato alla morale per lasciare il posto al mero desiderio dell’uomo. Da qui, in campo scientifico, nascono invenzioni formidabili che, proprio perché slegate da un discorso morale, diventano vere e proprie sconfitte per l’umanità: aborto, procreazione medicalmente assistita, eutanasia, solo per citarne alcune.

Il progresso integrale dell’uomo, invece, assume una valenza positiva perché viene sapientemente costruito su una base di principi morali che rispettano la dignità dell’uomo: presupposto e fine del nostro agire.
Ecco la meta di cui parla il porporato bolognese di adozione. Ogni aspetto del progresso deve essere degno della grande dignità dell’uomo, questa – secondo il cardinale – deve essere la nostra “stella polare”.

Il progresso tecnico – scientifico, come del resto ogni sua dimensione, è senz’altro positivo, sempre che rimanga fedele alla missione di perseguire lo sviluppo integrale e sostanziale dell’uomo e della realtà che lo circonda.

Massimo Magliocchetti

©Riproduzione riservata

Estratto: di “Zavoli intervista Biffi” (1998)

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