Cannabis: l’Europa e il nichilismo. Oltre le solite opposizioni

In questi giorni un ampio numero di parlamentari bipartisan hanno depositato alla Camera una proposta di legge per la legalizzazione della cannabis. Al di là del solito dibattito tra contrari e favorevoli alla legalizzazione della sostanza stupefacente è doveroso porsi una domanda che vada oltre tale dicotomia: cosa spinge i giovani a consumare stupefacenti come, ad esempio, la cannabis?

1.1 Premessa: l’Europa e la droga

Per poter rispondere a questa non semplice domanda dobbiamo prendere in considerazione un background culturale che si conferma determinante. Sebbene l’utilizzo di stupefacenti non è una realtà caratterizzante solo il nostro momento storico – culturale, attualmente si è fatta molto più frequente e complessa.

Alcuni recenti dati pubblicati sull’ultima Relazione europea sulla droga possono confermarne la complessità. Secondo le stime [1], in Europa sono oltre 75,1 milioni le persone, tra i quindici e i trentaquattro anni, che fanno uso di cannabis. Circa 14,6 milioni di giovani europei (15–34 anni), pari all’11,7% di questa fascia d’età, hanno consumato cannabis nell’ultimo anno[2]: (di cui 8,8 milioni di età compresa tra i 15 e i 24 anni, ossia il 15,2 % di questa fascia d’età). L’83% dei consumatori è di sesso maschile, mentre il consumo femminile è pari al 17%. La fascia d’età in cui si iniziano a consumare stupefacenti è l’adolescenza, a partire dai sedici anni; invece, in media, a ventiquattro anni si chiede aiuto per un trattamento di disintossicazione[3]. Lo stesso studio analizza l’uso fra gli studenti[4], rilevando una triste realtà: in Italia la percentuale di coloro i quali consumano la sostanza quotidianamente o quasi quotidianamente oscilla tra il 10% e il 20%.

1.2 La causa del consumo giovanile

Abbiamo preso in considerazione il quadro europeo perché proprio il vecchio continente è la culla di quella che è, a parer di chi scrive, la vera causa del consumo di stupefacenti come, ad esempio, la cannabis: il nichilismo.

nietzscheÈ ormai un fenomeno che fa parte dell’autocoscienza del nostro tempo, tocca in profondità la vita condizionandola, orienta l’azione degli uomini e soprattutto dei giovani. Il padre del nichilismo moderno è Nietzsche, il quale raccontò la storia dei nostri giorni, facendo invidia ai più gettonati veggenti. Il filosofo, infatti, scrisse: «descrivo ciò che verrà, ciò che non potrà più venire diversamente: l’avvento del nichilismo […] Tutta la nostra cultura europea si muove già da gran tempo con una tensione torturante che cresce di decennio in decennio, come se si avviasse verso una catastrofe inquieta, violenta, precipitosa; come un fiume che vuole sfociare, che non si rammenta più, che ha paura di rammentare»[5].

Il nichilismo nietzschiano consiste, in ultima analisi, nella negazione di ogni fine (non si va da nessuna parte), di ogni valore (non c’è alcun bene oggettivo), di ogni verità (non esiste alcuna verità oggettiva)[6]. Proprio questa è la realtà vissuta dalle odierne generazioni di adolescenti che cercano, ingannati dall’apparenza, di colmare le loro lacune esistenziali in modo immediato. Con scarsi risultati: infatti le conseguenze sono ancor più negative. Dipendenza, problemi economici, fisici e psicologici. Si cerca di anestetizzare il reale, mascherarlo con una finta euforia.

galimbertiIl filosofo Galimberti, in un saggio di pochi anni fa che indaga il rapporto tra nichilismo e i giovani, ha espresso in modo chiaro e raffinato la problematica dell’uso di sostanze stupefacenti nel mondo giovanile. Egli scrive: «alla base dell’assunzione delle droghe,di tutte le droghe, anche del tabacco e dell’alcool, c’è da considerare se la vita offre un margine di senso sufficiente per giustificare tutta la fatica che si fa per vivere. Se questo senso non si dà, se non c’è neppure la prospettiva di poterlo reperire, se i giorni si succedono solo per distribuire insensatezza e dosi massicce di insignificanza, allora si va alla ricerca di qualche anestetico capace di renderci insensibili alla vita»[7] .

Questo nichilismo, conseguenza del relativismo etico, genera un problema che, ancor prima che politico, è culturale ed esistenziale. Non sarà una legge a risolverlo...

Massimo Magliocchetti

©Riproduzione riservata


[1] Cfr. Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, Relazione europea sulla droga, 2015, p. 42.

[2] Cfr. Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, Relazione europea sulla droga, 2015, p. 42, Figura 2.1.

[3] Cfr. Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, Relazione europea sulla droga, 2015, p. 44.

[4] Cfr. Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, Relazione europea sulla droga, 2015, p. 43.

[5] F. Nietzsche, Frammenti postumi, in Opere, VIII/II, Adelphi, Milano 1990, pp. 392-393.

[6] F. Nietzsche, Al di là del bene e del male, cit., pp. 256-258.

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