Cristiani nel mondo: perseguitati e uccisi nel silenzio

427_1_4505f71c85f49

Esistono uomini, donne e bambini che in molte parti del mondo vivono quotidianamente una realtà molto particolare: la persecuzione anticristiana. La recente pubblicazione del dossier Perseguitati, cristiani e minoranze nella morsa tra terrorismo e migrazioni forzate, a firma della Caritas italiana, accende i riflettori su una dinamica di rilievo mondiale, spesso taciuta dalla stampa laica nazionale e internazionale oppure timidamente o parzialmente presa in considerazione.

BREVE NOTA STORICA – Le persecuzioni dei cristiani nascono con il cristianesimo stesso. Proprio l’evangelista Matteo fu il primo a trattare questa tematica in un passo della sua narrazione (Mt 10,16-33). Alcuni imperatori romani, addirittura, si distinsero per un particolare odio verso le comunità cristiane, come riportato in una famosa opera di Hans Küng: «le persecuzioni degli imperatori Decio (249-251) e Valeriano (253-260), che avevano ravvisato il pericolo per lo stato pagano e cercavano di sradicare il cristianesimo con ogni sorta di misure imperiali, non erano più soltanto sporadiche e regionali, le prime persecuzioni generali contro i cristiani dovevano procurare alla cristianità un intero decennio di terrore».[1]

I DATI DEL DOSSIER – I dati che emergono dal Dossier della Caritas, sono veramente terrificanti. Si legge che «sono oltre 100 milioni i cristiani vittime di discriminazioni, persecuzioni e violenze messe in atto da regimi totalitari o adepti di altre religioni».[2] Tornano subito alla mente, ad esempio, le Chiese e simboli cristiani distrutti in Iraq dagli jihadisti dell’Isis, le irruzioni e gli attentati avvenuti in Nigeria durante le funzioni religiose.

LA COREA DEL NORD E I CAMPI DELL’ODIO – Secondo la World Watch List, che elenca i cinquanta paesi in cui i cristiani sono oggetto di violenze in ordine decrescente secondo l’intensità della persecuzione, al primo posto vi è la Corea del Nord.
Numeri raccapriccianti
: le stime sui cristiani imprigionati nei campi di detenzione nordcoreani oscillano fra le 50 mila e le 70 mila persone.[3] La causa di tali barbarie è prettamente politica, come riporta il dossier. Infatti, nei «paesi non governati da un sistema democratico, chi sta al potere ha tutto l’interesse a non garantire la tutela dei diritti fondamentali, tra cui la libertà di espressione religiosa, e favorire così i gruppi etnici o religiosi su cui il potere si appoggia e trae consenso».[4] L’unica colpa è quella di essere fedeli alla loro religione come abbiamo già sostenuto in un altro nostro contributo.

UNA DINAMICA IN FORTE AUMENTO – Il Card. Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, in occasione del cinquantesimo anniversario dell’enciclica Pacem in Terris,  affermò che «questa cifra (tra 100 e 150 milioni, ndr), in continuo aumento, fa del cristianesimo la religione più perseguitata del pianeta».

Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realtà. Le persecuzioni dei cristiani non sono un lontano retaggio del passato, come banalmente si crede. Sono una triste realtà. Nel frattempo, mentre il web si indigna per la morte del leone Cecil milioni di persone sono perseguitate e uccise nel silenzio.

Massimo Magliocchetti

©Riproduzione riservata


[1] Hans Küng, Cristianesimo, essenza e storia, Rizzoli, 1994, p.177

[2] Caritas italiana, “Perseguitati, cristiani e minoranze nella morsa tra terrorismo e migrazioni forzate”, 2015, p. 3

[3] Caritas italiana, “Perseguitati, cristiani e minoranze nella morsa tra terrorismo e migrazioni forzate”, 2015, p. 3

[4] Caritas italiana, “Perseguitati, cristiani e minoranze nella morsa tra terrorismo e migrazioni forzate”, 2015, p. 9


Come immagine in evidenza ho usato: Il marchio della vergogna sulle case dei cristiani a Mosul: N, come Nazareno cioè appunto cristiano. Un marchio della vergogna non per chi lo subisce  ma per i jiahdisti che lo impongono ( Fonte: Avvenire)

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...