Arriva alla Camera il Ddl Eutanasia

Arriva in Parlamento il dibattito sull’eutanasia: giovedì 3 marzo sarà discussa alla Camera a commissioni riunite in sede referente, Affari Sociali e Giustizia, una serie di proposte di legge in materia di eutanasia.

Quattro sono gli atti presentati. Il primo riguarda una proposta d’iniziativa popolare depositata il 13 settembre 2013 dai Radicali e l’Associazione “Luca Coscioni”. Due proposte d’iniziativa parlamentare la cui paternità è attribuita ad un gruppo di deputati di Sinistra Italiana – Sel recanti “Norme in materia di eutanasia” (presentate rispettivamente il 24 marzo 2014 e il 15 marzo 2015). Infine, una proposta di legge recante norme “Disposizioni in materia di eutanasia e rifiuto dei trattamenti sanitari” presentato dalla deputata Bechis lo scorso 30 settembre.

La proposta dei Radicali. – La proposta di legge d’iniziativa popolare n. 1582, recante norme in materia di “Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell’eutanasia”, depositata il 13 settembre 2013 da un gruppo di Radicali e dagli esponenti della nota Associazione “Luca Coscioni”, sottoscritta da oltre 100mila cittadini, si compone di quattro articoli: prevede che «ogni cittadino può rifiutare l’inizio o la prosecuzione di trattamenti sanitari, nonché ogni tipo di trattamento di sostegno vitale o di terapia nutrizionale. Il personale medico e sanitario è tenuto a rispettare la volontà del paziente» ove ricorrano determinate condizioni. Ciò che spaventa è la totale assenza della possibilità di obiezione di coscienza. Infatti, il testo continua affermando che «il personale medico e sanitario che non rispetta la volontà manifestata dai soggetti e nei modi indicati nell’articolo 1 è tenuto, in aggiunta ad ogni altra conseguenza penale o civile ravvisabile nei fatti, al risarcimento del danno, morale e materiale, provocato dal suo comportamento». In prima battuta la critica che va mossa è la seguente: la medicina è un sapere che obiettivamente esiste per la vita e la sua difesa. Il medico rispecchia pienamente la sua natura quando si pone a servizio della vita, altrimenti veste i il camice di un anonimo funzionario pubblico che pone in essere pratiche riconosciute pubblicamente. «Il Parlamento si riscatti con la legalizzazione dell’Eutanasia»: con queste parole Marco Cappato, Presidente dei Radicali italiani e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, ha commentato l’arrivo in commissione del dibattito sull’eutanasia.

La proposta di alcuni deputati. – «E` ormai necessario avviare, in Parlamento e nel Paese, un serio confronto, privo di pregiudizi ideologici, su un tema tanto delicato, qual è quello relativo all’affermazione del diritto a una morte dignitosa, cioè del diritto di ciascun individuo di scegliere le modalità di interruzione della propria vita nel caso di patologie non curabili e in fase terminale». Così si apre la relazione che accompagna il ddl eutanasia (Atto n. 2973) firmato da un gruppo di deputati di Sinistra Italiana – Sel (Nicchi, Scotto, Farina, Bordo, Costantino, Duranti, Melilla, Palazzotto, Pannarale, Pellegrino, Quaranta, Ricciatti, Zaccagnini). «Il diritto alla vita – continua – non può essere inteso come una coercizione a vivere, indipendentemente dalle condizioni concrete di una simile sopravvivenza».  L’ottica che soggiace alla presente proposta di legge è quella del riconoscimento della possibilità di scegliere la modalità della fine della propria esistenza, nel caso di patologie non curabili e in fase terminale. Come abbiamo già sostenuto, si preferisce un atteggiamento di falsa pietà che non è certo la soluzione.

Proposta Bechis. – La deputata Bechis, eletta con il Movimento 5 stelle poi passata al gruppo misto –  Alternativa libera – Possibile, ha presentato lo scorso 30 settembre una proposta di legge con l’intenzione di inserire nell’ordinamento italiano norme in materia di eutanasia perché – come si legge nella sua brevissima relazione – «metà degli italiani, secondo ogni rilevazione statistica, è a favore dell’eutanasia legale, per poter scegliere, in determinate condizioni, una morte dignitosa invece che imposta nella sofferenza». La proposta consta di un solo articolo, molto simile nei contenuti alle proposte precedentemente presentate.

Lo scenario si fa sempre più complicato. Urge un serio dibattito tanto parlamentare quanto pubblico. Non basato sui soliti sentimentalismi, ma su una riflessione etica e soprattutto umana, sul significato e il valore della vita umana. È ora di ritornare a chiedersi quale idea di progresso stiamo inseguendo. Teniamo alta la guardia.

Massimo Magliocchetti
@MagliocchettiM

©Riproduzione riservata

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