Denatalità, Binetti: “Dato preoccupante”. Lorenzin: “Tema centrale. Al via Fertility Day”

Dopo i dati dell’Istat che hanno registrato un impressionante calo demografico, minimo storico dall’Unità d’Italia, il Ministro della Salute Lorenzin ha annunciato l’impegno per la promozione di una serie di misure a favore della natalità e la fertilità. Rilancia l’idea del “Fertility Day”. 

On Paola BinettiBinetti, denatalità: «dato preoccupante». -Sollecitata dalla deputata Binetti, in occasione del Question Time del 2 marzo 2016, il Ministro è stata interrogata sul tema della denatalità e sulle risposte del Governo. La Binetti a messo in luce come «la riduzione delle nascite in Italia sta diventando un dato preoccupante anche nella prospettiva dello sviluppo del Paese». Ha auspicato, quindi, un cambio di rotta capace di far fronte al trend negativo fotografato dall’Istat pochi giorni addietro. «Nel 2014 – ha continuato la deputata – sono stati iscritti in anagrafe per nascita 514.308 bambini, quasi 20 mila in meno rispetto al 2012. Il dato conferma che è in atto una nuova fase di riduzione della natalità: oltre 62 mila nascite in meno a partire dal 2008».

Ministro Lorenzin 2Lorenzin, denatalità: «Tema centrale. Adottato piano fertilità». – La risposta del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha confermato l’obiettivo del governo di interessarsi delle scarse nascite. «Già sappiamo quanto sarà la popolazione anziana tra quindici, venti o trent’anni e quindi possiamo dire apertamente che il tema della denatalità nel nostro Paese è un tema che dobbiamo affrontare da più punti di vista e che deve essere centrale», ha puntualizzato. «Per quanto di mia competenza – ha aggiunto – ho adottato il Piano nazionale della fertilità». Ha concluso dicendo: «in questo momento, stiamo lavorando all’organizzazione del primo “fertility day”, la Giornata nazionale per l’informazione e la formazione sulla fertilità, che si svolgerà il prossimo 7 maggio, dove la parola d’ordine sarà proprio quella di riscoprire un prestigio di essere genitori e di essere madri».

Fertilità e figli: il futuro dell’Italia. – “Difendi la tua fertilità, prepara una culla nel tuo futuro”: è questo lo slogan del Piano nazionale per la fertilità, presentato lo scorso 27 maggio presso l’Auditorium del Ministero della Salute. Saranno coinvolti cittadini, medici, farmacisti, operatori sanitari, scuole, università, aziende sanitarie. Lo scopo è quello di collocare la Fertilità al centro delle politiche sanitarie ed educative del Paese con la consapevolezza che la salute riproduttiva è alla base del benessere fisico, psichico e relazionale dei cittadini. Il Ministero in una nota parla di “rivoluzione culturale”, al fine di proclamare e riscoprire il “prestigio della maternità”.

Gli obiettivi del Piano. – Le misure previste dal Ministero saranno volte al perseguimento di alcuni obiettivi. Tra questi, informare i cittadini sul ruolo della fertilità nella propria vita, sulla sua durata e su come proteggerla evitando tutta una serie comportamenti che possono metterla a rischio. Promuovere interventi di prevenzione e diagnosi per curare malattie dell’apparato riproduttivo e intervenire per ripristinare, ove sia possibile, la fertilità naturale: gli strumenti adoperati saranno assistenza sanitaria qualificata. Non manca l’impegno culturale. Infatti, altro obiettivo perseguito dal Ministero è sviluppare la conoscenza delle caratteristiche funzionali della loro fertilità. Operare, infine, un capovolgimento della mentalità corrente: dalla fertilità come bisogno essenziale della coppia a bene dell’intera società promuovendo un rinnovamento culturale in tema di procreazione. A parer di chi scrive, quest’ultimo, è un punto che può presentare alcuni problemi di impostazione, poiché il concetto di procreazione e di salute riproduttiva è ormai contaminato da ideologie non poco problematiche, come ad esempio le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità.

“Fertility Day”: giornata nazionale per scoprire il prestigio della maternità

Il “Fertility Day”. – Per coronare un percorso che – ci auguriamo – porterà frutti concreti, è stata istituita, il 7 maggio, una giornata nazionale di informazione e formazione sulla Fertilità, dove la parola d’ordine sarà scoprire il “Prestigio della Maternità”.

Concordo: è dalla maternità che dobbiamo ripartire, aiutandola e sostenendola soprattutto nei casi più delicati come la potenziale scelta dell’aborto. Non possiamo lasciare sole queste donne. Per esperienza, posso dire che la maggior parte delle donne che si trovano in difficoltà – per i più disparati motivi – una volte accolte, aiutate, sostenute e poste di fronte all’alternativa della vita non si sono mai pentite della loro scelta. L’aborto è una delle grandi cause della denatalità, forse la più triste e diffusa. Un’ Italia senza figli è un Italia senza futuro.

Denatalità: rischio per il welfare. – È sotto gli occhi di tutti come il problema della denatalità non sia soltanto una fissa di alcune frange di conservatori, ma un problema sociale che deve destare l’attenzione di tutti. L’Italia negli ultimi anni, rispetto ad altri Paesi europei, manca del ricambio generazionale. Le morti non sono compensate dalle nascite. L’Istat lo ha rilevato in modo lucidissimo nel suo ultimo rapporto. Una bassa soglia di sostituzione, ferma all’ 1,35 (dati Istat 2016), registra un progressivo invecchiamento della popolazione. Si stima che tra cinquanta anni la popolazione potrebbe avere seri problemi di ricambio generazionale. Per come è strutturato il nostro Paese questo allarme deve far rivedere l’agenda politica: la vera emergenza è ridare speranza alle famiglie e metterle in condizioni di tornare a fare figli, sostenere quelle che ne hanno soprattutto se numerose. I figli devono tornare ad essere i destinatari di impegni politici seri e concreti. Le emigrazioni dall’Italia tornano a far registrare dati impressionanti: «le persone, come le cicogne, non si spostano solo dove c’è più lavoro, ma anche dove il territorio è capace di offrire un contesto favorevole, e non ostile, alla famiglia, in grado cioè di ispirare fiducia[1]», così scrive Massimo Calvi su Avvenire. Come dargli torto?

Manca una riflessione sulla questione demografica. Le cause, i rimedi, gli impegni. È certamente lodevole l’impegno del Ministero della Salute, staremo a vedere, sempre vigili, cosa accadrà.

Massimo Magliocchetti

@MagliocchettiM

©Riproduzione riservata


[1] M. Calvi, La vera priorità sono le famiglie con figli, in Avvenire, 2 marzo 2016.

N.B. I virgolettati che si riferiscono al Ministro Lorenzin e all’On. Binetti sono presenti nel Resoconto sommario dell’Assemblea Seduta n. 581 di mercoledì 2 marzo 2016 visibili qui.

 

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