Eutanasia, Gandolfini: “Non esiste diritto a morire”

“Non esiste un diritto a morire”: così Massimo Gandolfini, portavoce del Comitato difendiamo i nostri figli e leader del Family Day, risponde a un’intervista sul tema eutanasia apparsa su La Stampa[1]. Tra i temi affrontati l’accanimento terapeutico e il rapporto medico paziente.

L’eutanasia arriva alla Camera.Il 3 marzo 2016 sono stati incardinati, presso le commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera dei Deputati, quattro disegni di legge sull’eutanasia: tre di iniziativa parlamentare e uno di iniziativa popolare promosso dall’Associazione Luca Coscioni. La notizia, accolta con soddisfazioni dai radicali, ha riportato il dibattito, anche se non ancora in modo rilevante, sui problemi del fine vita rilevando una forte presa di posizione del mondo cattolico e conservatore.

Gandolfini: “Non esiste diritto a morire”. – Chiare e inequivocabili sono state le parole di Massimo Gandolfini, apparse sul quotidiano La Stampa. Dopo aver ribadito come non esista un diritto a morire tutelato direttamente dallo stato, aggiunge: “lo stato non può garantire ogni desiderio del paziente”. Il leader del Family Day e Portavoce del Comitato difendiamo i nostri figli ha aggiunto: “C’è anche il bene –vita da tutelare. E non è un bene materiale che il soggetto ha nella propria disponibilità”.

No accanimento terapeutico, no eutanasia. – Rigettando ogni possibilità di accanimento terapeutico, Gandolfini ha ricordato che l’interruzione delle cure e la sospensione della terapia è una “scelta legittima” che, però, non esclude l’accompagnamento del paziente che il medico è tenuto, per sua stessa natura, a perseguire. Mette in guardia, allo stesso tempo, dalle dichiarazioni anticipate di trattamento vincolanti per il medico: “diventerebbe una prescrizione e una rigidità del genere fa venir meno l’asimmetricità del rapporto medico – paziente”.

Massimo Magliocchetti
@MagliocchettiM

©Riproduzione riservata


[1] Fra. Mae.,“Non esiste il diritto di morire. La nuova crociata di Gandolfini”, La Stampa, 9 marzo 2016, p. 13

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