Utero in affitto, Gigli: «urgente legge per fermare mercato delle donne»

«La sentenza odierna della Cassazione rende ancor più urgente un intervento legislativo per perseguire il reato di surrogazione della maternità commesso da cittadino italiano all’estero, anche se la pratica è legale nel Paese estero». È quanto dichiarato in una nota stampa Gian Luigi Gigli, deputato e presidente del Movimento per la Vita italiano, riguardo l’assoluzione definitiva di una coppia napoletana che aveva posto in essere la pratica dell’utero in affitto per avere un bambino in Ucraina. La quinta sezione penale ha confermato il verdetto assolutorio del Gip di Napoli dello scorso luglio, aprendo così un precedente capace di influenzare tanto l’opinione pubblica quanto la politica. Non tutta. Infatti, già la scorsa settimana, l’On. Gigli ha presentato una proposta di legge che chiede di «mettere fine a quello che sempre più si configura come un indegno mercato sulla pelle delle donne».

Gigli: «Utero in affitto è pratica aberrante».In occasione della presentazione della proposta di legge che intende perseguire il reato di maternità surrogata commesso all’estero dai cittadini italiani, il 30 marzo 2016, l’On. Gigli ha definito l’utero in affitto come «pratica aberrante». Durante la conferenza stampa presso la Sala stampa della Camera il Presidente del Movimento per la Vita ha ribadito che «sebbene sia vietata dalla legge 40 del 2004, che prevede una sanzione penale i principi dell’universalità e della perseguibilità della legge penale stessa vengono aggirati se un cittadino italiano ricorre a tale pratica andando all’estero». Senza mezzi termini Gigli ha posto un problema che da anni si cerca di nascondere.

La proposta di legge: no all’utero in affitto. – Il contenuto della proposta di Gigli, di cui è il primo firmatario, intende «perseguire questo reato commesso dal cittadino italiano all’estero inserendolo tra le cosiddette “disposizioni speciali” previste al n. 5 dell’articolo 7 del codice penale, come già avviene per la tratta degli esseri umani”. Nel corso dell’evento ha sottolineato l’importanza di una alleanza trasversale tra il mondo cattolico, ecologista e femminista capace di fermare in modo efficacie la nuova schiavitù del terzo millennio. «E’ ora di dare corso effettivo alla Convenzione internazionale sui Diritti del fanciullo – ha concluso Gian Luigi Gigli – impedendo anche questa forma di compravendita e di sottrazione forzata al bambino del rapporto fondamentale con chi lo ha portato in grembo per nove mesi».

Massimo Magliocchetti

©Riproduzione riservata

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