Jobs Act: più tutele alla maternità

Novità per parto prematuro e fortemente maturo. Esecutive le istruzioni dell’Inps.

In arrivo più tutele alla maternità grazie all’allungamento del periodo di astensione obbligatoria nei casi di parto prematuro e fortemente prematuro. Nell’ottica di conciliare al meglio i tempi di vita – lavoro dei genitori e di assicurare tutele sempre più ampie, il D. Lgs 80/2015 ha introdotto nuove disposizioni che modificano la disciplina prevista dal T. U. sulla tutela della maternità e della paternità. Le novità introdotte il 25 giugno scorso a carattere sperimentale per l’anno 2015 sono state prorogate con il d. lgs. 148/2015 per gli anni successivi, salvo eventuali rideterminazioni dei benefici da parte del Ministeri vigilanti.

Le istruzioni dell’Inps. – Con la circolare n. 69/2016 l’Inps detta le istruzioni per attuare le novità introdotte dal d.lgs. 80/2015 sulla conciliazione dei tempi di vita – lavoro: se il parto prematuro avviene prima dei due mesi dalla data presunta del parto i giorni di anticipo si aggiungono al periodo di astensione post partum, con diritto per la gestante di percepire la relativa indennità. L’istituto di previdenza ha poi introdotto una nuovissima forma di tutela prevista per il «parto fortemente prematuro», cioè quello che si verifica prima dei due mesi antecedenti alla data presunta del parto: in questo caso il congedo di maternità sarà calcolato – si legge nella circolare – sommando ai tre mesi post partum  tutti i giorni compresi tra la data del parto fortemente prematuro e quella presunta del parto.

L’indennità. – L’Inps ha spiegato che tutte le novità previste dall’attuale normativa si possono applicare anche ai parti avvenuti prima del 25 giungo 2015 in via eccezionale, salvo che il congedo post partum non sia concluso nella data del 25 giugno 2015. Per tutti i giorni ulteriori di congedo è riconosciuta alla gestante un’indennità a condizione che sia avvenuta la sospensione del rapporto di lavoro e l’astensione sia effettiva.

Senza figli l’Italia non ha futuro. – È chiaramente ancora presto per registrare le conseguenze di queste scelte politiche. Tuttavia è giusto rilevare come misure volte alla tutela della maternità e, soprattutto, alla conciliazione vita – lavoro sono ormai necessarie per ridare speranza alle famiglie, per ribadire che la maternità e la natalità non sono un problema ma la vera ricchezza di questo Paese. Dopo alcuni anni di stallo si vedono segnali da parte della politica. Ancora lunga, però, è la serie di riforme utili per scongiurare una implosione demografica: una politica a misura di famiglia è la soluzione ai problemi più importanti dell’Italia, perché senza figli l’Italia non ha futuro. Ecco che un sostegno efficace alla famiglia si rivelerebbe in grado di rialzare l’asticella della speranza delle famiglie italiane.

Tutela della maternità, conciliazione vita – lavoro, denatalità sono le priorità e le nuove sfide che attendono la politica.

Massimo Magliocchetti

@MagliocchettiM

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