Oms: nel mondo 56 milioni di aborti ogni anno

Dati preoccupanti sono stati diffusi dal periodico “Lancet”: l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima 56 milioni di aborti ogni anno, in aumento di 6 milioni rispetto ai dati rilevati negli ultimi decenni del novecento. Un genocidio silenzioso che non indigna i sacerdoti del politicamente corretto.

Lo studio: 56 milioni di aborti ogni anno. – L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e il Guttmacher Institute statunitense hanno condotto una ricerca sul numero degli aborti nel mondo dalla quale emergono dati impressionanti. Lo studio, pubblicato su “Lancet”, autorevole e prestigiosa rivista scientifica di ambito medico, registra che nel periodo tra il 2010 e il 2014 sarebbero circa 56 milioni i casi di interruzione di gravidanza annuali, cifre drammaticamente in crescita.

Rispetto al periodo 1990 – 1994 vi è stato un incremento di circa sei milioni. Un numero veramente pazzesco equivalente a quasi dieci volte l’Olocausto, circa quanto la popolazione dell’intera Inghilterra. Per rendere ancora meglio la drammaticità di questi dati basta applicare una semplice operazione matematica: 56 milioni di aborti ogni anno, significano 153.424 interruzioni di gravidanza praticate ogni giorno, 6.392 ogni ora e 106 al minuto. Un genocidio silenzioso che difficilmente indigna le manifestazioni o fiaccolate del politicamente corretto.

L’occidente vuole meno figli. – Secondo gli autori dello studio i paesi occidentali registrano un sempre maggiore numero di interruzioni di gravidanza, poiché il desiderio delle famiglie sarebbe quello di essere meno numerose, mentre diminuiscono in quelli in via di sviluppo. La soluzione auspicata dagli autori a conclusione dell’analisi sarebbe l’aumento dei contraccettivi, unica via per evitare gravidanze indesiderate, e una sempre più maggiore libertà di ricorrere all’aborto.

Il caso America Latina. – Tra i dati che sono emersi dal documento il caso dell’America Latina è quello che desta più preoccupazioni. Fin dagli anni ’90, momento dal quale è stato monitorato l’andamento degli aborti nel mondo presso i suddetti organismi, il vertiginoso aumento di interruzioni di gravidanza è pari al 32%, con un incremento di circa il 10% rispetto agli anni novanta. Tra i paesi più interessati troviamo il Brasile, da qualche mese anche teatro di forti pressioni proprio dell’Oms per quanto riguarda la liberalizzazione dell’aborto e della contraccezione come risposta alle gravidanze colpite dal Virus Zika.

Il caso Cinese. – Nonostante l’abolizione della politica del figli unico, il gigante demografico registra ancora un numero di elevato di aborti ogni anno. Le stime si aggirano intorno ai 23 milioni, quasi la metà dei dati a livello mondiale. «La Commissione per la salute della popolazione nazionale e la pianificazione delle famiglie cinese ha calcolato che 13 milioni di donne abortiscono ogni anno. Un’altra notizia diffusa dai mezzi di informazione ufficiali ha riportato almeno altri 10 milioni di aborti chimici praticati all’interno di strutture non governative. Mancano invece le statistiche sulla percentuale degli aborti forzati», spiega un rapporto del Dipartimento di Stato americano, citato in un articolo del settimanale Tempi firmato da Benedetta Frigerio[1]. Il partito comunista cinese è accusato di pratiche disumane come sterilizzazioni e aborti forzati.

L’Italia sotto la media europea. – In Italia invece, dai dati pubblicati su “Lancet”, emerge che il tasso di aborti è di 9 ogni mille donne in un gap di età tra i 15 e i 44: molto al di sotto della media europea che è di circa 21 aborti ogni mille donne.

Non possiamo certamente rimanere indifferenti di fronte a questo genocidio silenzioso: denunciamo, ognuno con i propri mezzi e i suoi talenti.

Massimo Magliocchetti
@MagliocchettiM


[1] B. Frigerio, Cina, 23 milioni di aborti l’anno. «L’abolizione della politica del figlio unico non ha cambiato nulla», in Tempi.it, 26 aprile 2016.

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