Come i «Big Data» hanno rivoluzionato la politica

Il futuro delle scelte politiche è tutto scritto, basta saperlo leggere

Ormai la tecnologia è diventata parte integrante della nostra vita, anche politica. I sondaggi, classico strumento per cercare di prevenire o capire le mosse degli elettori, stanno lasciando spazio ai «big data»: un preziosissimo universo di informazioni capace di fotografare idee, gusti e simpatie che gli utenti mostrano sul web.

Cosa sono i Big Data? – È in atto una rivoluzione nella comunicazione politica senza precedenti. Lo strumento innovativo utilizzato dagli analisti di partito sono i Big Data: una nuova tecnica di analisi di informazioni dettagliate presenti in rete e frutto dell’attività digitale degli utenti. Ad esempio, ogni post, commento o condivisione che gli utenti si trovano a digitare nel mondo della rete viene raccolto e analizzato. I risultati, grazie al lavoro dei Data Scientist, diventano criteri di scelta utili ad assumere decisioni e strategie valide al fine di perseguire gli obiettivi prestabiliti. Insomma, uno strumento molto prezioso che può diventare determinante, ad esempio, in una campagna elettorale.

Obama vinse grazie ai Big Data. – Uno dei primi esempi di utilizzo politico dei Big Data sono state le due campagne elettorali di Barak Obama. Nel 2009 la scalata alla Casa Bianca dell’allora senatore democratico dell’Illinois ebbe successo grazie all’analisi delle idee politiche, degli argomenti più divisivi, delle maggiori necessità del popolo americano, tanto da essere riconfermato nel 2012 al mandato presidenziale in una situazione non certamente facile. L’analisi minuziosa di una quantità impressionanti di dati digitali da parte del suo comitato elettorale si è rivelata l’arma migliore per veicolare in modo vincente la campagna elettorale.

Il caso italiano: campagne elettorali social. – In Italia l’utilizzo politico dei big data non è ancora diventato uno strumento particolarmente usato. L’ingente utilizzo di mezzi economici che richiede un’analisi di questo tipo può essere, probabilmente, una delle motivazioni del ritardo. Tuttavia non mancano campagne elettorali sui social media: twitter e facebook sono le piazze virtuali più battute dai leader politici. I candidati più social nel contesto della corsa alle amministrative di Roma2016 sono Giorgia Meloni e Virginia Raggi. Secondo i dati diffusi dal Corriere della Sera (22/05/2016, p.2 della Cronaca di Roma) la candidata 5 Stelle dal 5 al 17 maggio ha totalizzato 13.600 citazioni. La leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, invece è attivissima su facebook con una media di 9.07 post e circa 5 tweet al giorno (Fonte: «I say data»). Altrettanto importanti sono le interazioni che gli utenti hanno con i candidati. Un’importante analisi viene effettuata dai commenti e le condivisioni dei post, oltre che le citazioni e le parole chiave contenute nei blog tematici. Insomma, stiamo assistendo ad un cambiamento epocale della comunicazione politica italiana: dalla politica della piazze a quella della rete.

Massimo Magliocchetti
@MagliocchettiM

©Riproduzione riservata

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