Brexit, scontro tra generazioni: i giovani votano per rimanere

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La Gran Bretagna ha scelto di uscire dall’Unione Europea, ha vinto il fronte dei «leave» con il 51,9%. Sono seguite le dimissioni di Cameron. Secondo il parere di alcuni analisti gli euroscettici contageranno probabilmente gli altri Paesi con un effetto domino senza precedenti.

Tra le tante riflessioni ed analisi, una fra tutte assume una particolare rilevanza: il 75% dei giovani tra i 18 e i 24 anni hanno votato per il «remain», a differenza dell’elettorato più anziano che ha scelto convintamente per l’uscita dall’Unione. Anche la maggior parte degli elettori a cavallo tra i 25 e i 49 anni ha optato per la permanenza nella Ue. Sono gli appartenenti alla fascia d’età che va dai 50 ai 65 anni, dove il «remain» scende sotto al 42%.

Questo dato deve farci riflettere. Si sono contrapposte due visioni diverse in un vero e proprio scontro generazionale. Se da una parte l’elettorato più maturo ha scelto di abbandonare l’Unione Europea delle banche e della burocrazia; dall’altra i giovani britannici, pur riconoscendone le storture e i problemi di fondo, hanno votato per restare.

È una scelta certamente non banale che rispecchia due modi di affrontare i problemi: alla rassegnazione si è contrapposto l’ottimismo e lo spirito di coloro i quali non si arrendono e lavorano, in vario modo, per creare un mondo migliore. Nulla di nuovo: fu proprio la tragica uscita dai conflitti mondiali a ispirare nei fondatori il sogno europeo di una “casa comune” dove democrazia, libertà e pace fossero i pilastri fondanti.

D’altra parte il forte euroscetticismo che ha deciso per il «leave» è un segnale altrettanto disarmante, che per troppo tempo è stato relegato nelle etichette dei partiti estremisti o populisti, a tal punto da determinare quello che, per certi versi, è stato uno dei voti più emotivi della storia europea. Sia chiaro: un voto democratico e legittimo, forse troppo condizionato da una campagna referendaria improntata anch’essa sull’emotività.

La Brexit, ormai, è una realtà con la quale dobbiamo confrontarci. Un evento sul quale dobbiamo riflettere e prendere posizioni chiare e nette su quale sarà o dovrà essere il futuro di questa Europa che, per quanto negativa, va ricostruita perché ha fallito. E anche in questo caso due saranno gli approcci: chi si rassegna e chi, seppur con fatica, cerca di ricostruire. A noi la scelta.

Massimo Magliocchetti
@MagliocchettiM

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