Diario Quarenghi 2016 “A.A.A. Eroi cercasi: giù la maschera ai falsi miti”

Dopo una fitta settimana di incontri e confronti, in questo post riporto l’indice di tutti gli incontri.

  • Intervento di Giuseppe Anzani, magistrato ed editorialista di Avvenire, clicca qui
  • Intervento di Paolo Marchionni, bioeticista e vicepresidente di Scienza e Vita, clicca qui
  • Intervento di Giuseppe Grande, Vicepresidente MPV e Repsonsabile di SOS Vita, clicca qui
  • Intervento di Bruna Rigoni, Vicepresidente MPV, clicca qui
  • Intervento di Matteo Cioè, Responsabile Giovani Lazio, clicca qui
  • Intervento di Emanuele Petrilli, provobiro MPV italiano e Movit Firenze – Siena, clicca qui
  • Intervento di Cristina Forestiero, Insegnante Metodo Billings, e Raffaele Marmo, Movit Firenze – Siena, clicca qui
  • Intervento di Carlo Casini, Fondatore e Presidente onorario del Movimento per la Vita, clicca qui
  • Intervento dell’Equipe giovani del Movimento per la Vita italiano, clicca qui
  • Intervento di Nicola Galizia, giurista del Centro studi Livatino, clicca qui
  • Intervento di Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita, clicca qui

Gigli al Quarenghi 2016: «dobbiamo essere testimoni credibili al servizio della vita»

 

Durante il question time conclusivo del 33° Life Happening del seminario “V. Quarenghi” è intervenuto l’On. Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita. Le domande poste dai giovani partecipanti si sono incentrate sul “come diventare un supereroe per la vita”, tema cornice dell’intero seminario dal titolo “A.A.A. eroi cercasi: giù la maschera ai falsi miti”.

Gigli - question time 1
On. Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita italiano

«Per un mondo più giusto c’è bisogno della pazienza e del sacrificio di ognuno», ha commentato Gigli la domanda su quale fosse il metodo per affrontare il volontariato a servizio della vita nascente. «Noi non lavoriamo per la legalità ma per la giustizia maggiore, cioè cercare di dare il suo a chi non ha la forza e il potere per pretenderlo ed esigerlo».

La discussione poi si è spostata sulla necessità di operare una rivoluzione culturale capace di essere propositiva e, allo stesso tempo, capace di entrare in contatto anche con coloro i quali non sono in linea con le idee e i principi caratteristici del Movimento per la Vita, al fine di poter intavolare un dialogo fecondo.

«Oggi è necessaria una resistenza capace di ridare speranza: voi giovani dovete essere i protagonisti», ha commentato Gigli. Allo stesso tempo «nella società odierna – ha puntualizzato Gigli – dobbiamo essere testimoni credibili: tanto dal lato culturale quanto per quello della testimonianza. Perché una cultura che non dà testimonianza non è credibile: deve essere questo il metodo con cui affrontare il volontariato prolife».

«Vi incoraggio: non disperdete le energie che sono emerse in questo Quarenghi», ha concluso.

Comunicato stampa 27 luglio 2016 – 33° Life Happening “V. Quarenghi”
– Ufficio stampa : Massimo MagliocchettiAndrea Tosini


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Rosario Livatino, il richiamo che porta alla Verità

L’ultima giornata di lavori al Life Happening “V. Quarenghi” di Cetraro (Cosenza), organizzato dal Movimento per la Vita italiano, ha visto l’intervento di Nicola Galizia, giovane avvocato di Roma e membro del Centro Studi “Rosario Livatino”, associazione di giuristi intitolata al giudice siciliano ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990.

Proprio la vita e la testimonianza del «giudice ragazzino» è stata al centro dell’intervento di Galizia, intitolato “Giustizia, legalità e tutela del più debole“.

Temi decisivi, soprattutto per una platea di giovani partecipanti come quella del Life Happening. «Livatino – ha esordito Galizia – diceva che il compimento della giustizia è l’amore; per lui la figura del giudice non doveva essere austera e severa, ma comprensiva e umana». Da ricordare, poi, che Livatino, pur svolgendo una professione a rischio, rifiutò sempre la scorta, e come lui stesso disse a uso tempo in una dichiarazione: «Non voglio che dei padri di famiglia vengano coinvolti nel mio destino, e poi la mafia può anche usare il tritolo». Parole che, come ricordato da Galizia, «suonarono come profetiche, se confrontate con le modalità utilizzate dalla mafia per colpire magistrati come Falcone, Borsellino o Chinnici».

Ma la relazione di Galizia ha avuto anche modo di soffermarsi sul percorso di fede di Livatino: «Ha dovuto passare la sua notte oscura – ha detto –, ma a un certo punto, nella sua vita, hanno cominciato ad emergere delle certezze, un richiamo vero di Qualcuno che non lo stava ingannando. E così, dopo tanto tempo, cercò un accompagnamento spirituale e riprese a fare la comunione». Pur avendo tutto quello che uno potrebbe avere, «Livatino sentì infatti il richiamo di qualcosa che porta alla Verità, quella con la ‘V’ maiuscola».

Comunicato stampa 27 luglio 2016 – 33° Life Happening “V. Quarenghi”
– Ufficio stampa : Massimo MagliocchettiAndrea Tosini


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Quarenghi 2016, l’Equipe dei giovani si racconta

 

Penultima giornata di lavori al Life Happening “V. Quarenghi” dei giovani del Movimento per la Vita, in programma a Cetraro (Cosenza) fino al 31 luglio. La giornata di ieri, venerdì 29, ha dato ampio spazio alle testimonianze di vita dei componenti dell’équipe giovani del MPV. A ciascuno degli intervenuti è stato chiesto di portare una frase significativa per la propria esperienza umana, di amicizia e di volontariato. Un mosaico di storie differenti, tutte accomunate da una forte determinazione nella difesa della vita umana e dalla certezza di svolgere qualcosa di importante, di ‘eroico’, per richiamare il titolo della manifestazione di quest’anno (“AAA Eroi cercasi).

Per Emanuele Petrilli, uno dei “veterani” del gruppo giovani, «il MPV mi ha dato un nuovo modo di pensare, di vivere e di pormi di fronte al mondo», ed è certamente per questo che «quando la magia del Quarenghi finisce, si deve andare avanti anche con le amarezze della vita». Giuseppe Grande, che ricopre anche la carica di vicepresidente del Movimento per la Vita, si è soffermato sulla necessità di «Amare, difendere e servire la vita, ogni vita umana». Necessità confermata anche da Mariantonietta Di Palma, per la quale «la differenza che possiamo fare nel volontariato per la vita è l’ascolto e l’accoglienza, fino a rendere la donna un’eroina capace di accogliere e amare il suo bambino». Un impegno che per Francesco Contigiani, del MPV dell’Umbria, va preso «con cuore e fantasia». Matteo Cioè, responsabile giovani del Lazio, spiega l’ottica in cui il giovane prolife dovrebbe vivere il suo impegno al servizio della ‪vita con una celebre frase di Gandalf, personaggio della saga de “Il Signore degli anelli”: «non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare». Per Piergiorgio Dellagiulia, insegnante di Religione, è invece importante ricordare che «si può spendere qualcosa per gli altri solo se si ritiene che quello che si vive sia davvero importante, ecco perché per lavorare per gli altri serve prima saper lavorare su se stessi». Tanta umiltà, dunque, perché, per Daniela Sensini, content editor in una società di formazione aziendale, «è proprio quando ci sentiamo più poveri che la vita, come una madre, cuce per noi il vestito più bello».

Comunicato stampa 27 luglio 2016 – 33° Life Happening “V. Quarenghi”
– Ufficio stampa : Massimo MagliocchettiAndrea Tosini


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Carlo Casini al Quarenghi 2016: «l’adozione è per dare una famiglia a un figlio, non un figlio a una famiglia»

Nella quarta giornata di studio del Life Happening “V. Quarenghi” del Movimento per la Vita è intervenuto Carlo Casini, fondatore e presidente onorario, con una relazione dal titolo “L’adozione: sguardo sull’adottato o sull’adottante?”.

Durante la Summer School di bioetica Casini ha presentato una panoramica sulla legislazione in materia di adozione che lo ha visto relatore nel corso del suo servizio al Paese come parlamentare della Repubblica. Ha quindi riflettuto sul rapporto che intercorre tra adottante e adottato: «l’adozione – ha spiegato – non serve per dare un figlio a una famiglia, bensì per dare una famiglia ad un figlio». «Il figlio – ha continuato – è la meraviglie delle meraviglie, deve essergli garantita protezione affinché sia inserito in un contesto familiare, tenendo sempre l’interesse superiore del fanciullo che deve essere una considerazione preminente». «L’adozione, quindi, è un valido strumento per garantire il diritto del minore ad una famiglia», ha chiosato.

Raccontando del suo ricordo di Madre Teresa di Calcutta si è soffermato sull’importanza dell’adozione come strumento di prevenzione dell’aborto, precisando però che tale proposta deve essere presentata alla donna che chiede aiuto ai Centri di Aiuto alla Vita solo come extrema ratio, cioè quando non si riesce a far emergere del tutto l’istinto materno della donna.

Alla fine dell’intervento ha presentato ai partecipanti il suo ultimo lavoro dal titolo “Il più povero tra i poveri: è uno di noi non ancora nato”, libro scritto in onore di Madre Teresa di Calcutta, prossima alla canonizzazione il 4 settembre 2016.

Comunicato stampa 27 luglio 2016 – 33° Life Happening “V. Quarenghi”
– Ufficio stampa : Massimo MagliocchettiAndrea Tosini


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Quarenghi 2016, Forestiero e Marmo: Metodo Billings come «progetto per la donna»

 

Nella seconda parte del terzo appuntamento del Corso di avviamento al volontariato Cav sono intervenuti Cristina Forestiero, insegnate del Metodo Billings, e Raffaele Marmo, volontario del Movit Firenze – Siena, con una relazione dal titolo “Metodi naturali di regolazione della fertilità e CAV”.

Raffaele Marmo, dopo una breve introduzione sui metodi naturali, si è interrogato sulle motivazioni che portano le donne aiutate nei Centri di Aiuto alla Vita all’utilizzo dei metodi naturali. «Non sono propriamente un mezzo contraccettivo, ma un utile metodo per vivere consapevolmente e liberamente la propria sessualità».

La relazione si è conclusa con l’intervento di Cristina Forestiero, insegnate del Metodo Billings, uno dei più importanti metodi naturali proposti dal Movimento per la Vita alle proprie assistite. «Il Metodo Billings – ha puntualizzato Forestiero – offre un progetto ad hoc per ogni donna che le permette di regolare la propria fertilità al fine di scegliere una maternità responsabile», ha chiosato l’incontro la Forestiero.

Comunicato stampa 27 luglio 2016 – 33° Life Happening “V. Quarenghi”
– Ufficio stampa : Massimo MagliocchettiAndrea Tosini


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Quarenghi2016, Petrilli: i Cav offrono un «modello professionale di assistenza e accoglienza» alla maternità

Nel terzo appuntamento del Corso di avviamento al volontariato Cav è intervenuto Emanuele Petrilli, proboviro del Movimento per la Vita italiano e membro del Movit Firenze – Siena. Nella sua relazione dal titolo “Gli aiuti offerti dal Cav” ha esposto ai numerosi partecipanti i vari progetti che i singoli volontari si trovano a fornire alla donna con una gravidanza problematica o inattesa durante il loro servizio: il più importante è il Progetto Gemma, un servizio per l’adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà, tentate di non accogliere il proprio bambino.

 «I Centri di Aiuto alla Vita – ha puntualizzato Petrilli – offrono un servizio specifico e particolare, rappresentato dall’accoglienza della donna in una forma che rispecchia un modello professionale di assistenza sociale che si basa sul tentativo di rimuovere gli ostacoli alla prosecuzione della gravidanza senza mai coartare la donna in una decisione delicata della sua vita». «Lo stile del Movimento per la vita è quello di porsi in accoglienza verso la donna affinché la scelta della donna sia piena e consapevole», ha concluso Petrilli.

Comunicato stampa 27 luglio 2016 – 33° Life Happening “V. Quarenghi”
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Quarenghi 2016: i CAV alleati della donna per scegliere la vita

Tempo di lettura: 2 minuti 

Terza giornata di lavori al Life Happening dei giovani del Movimento per la Vita che si sta svolgendo questa settimana alla Colonia San Benedetto a Cetraro (Cosenza). I protagonisti della giornata di mercoledì 27 luglio sono stati i volontari dei Centri di Aiuto alla Vita. Il loro interventi sono stati mirati a spiegare ai giovani presenti il funzionamento delle strutture di aiuto alla vita. Hanno condiviso le loro storie e le loro esperienze.

Tre gli interventi che si sono susseguiti nel corso della mattinata: Giuseppe Grande, vicepresidente del MPV e coordinatore di SOS Vita, Bruna Rigoni, vicepresidente MPV italiano e Matteo Cioè, responsabile del servizio SOS Vita web.

Grande: «Il nostro è un volontariato di accoglienza»

Giuseppe Grande - quarenghi 2016 - Mpv in rete e cav 2_0
Giuseppe Grande, vicepresidente MPV italiano e responsabile SOS Vita

«Il nostro è un volontariato di accoglienza». Con queste parole Giuseppe Grande, ha presentato l’attività di SOS Vita, la rete, contattabile per telefono (800.813.000) o via internet (www.sosvita.it) per offrire assistenza alle donne nel caso di una gravidanza indesiderata. Una rete che, come ricordato da Grande, «conta 20 operatori web (più altri in formazione), 30 volontari telefonici», il tutto come supporto ai 345 Centri di Aiuto alla Vita operanti in tutta Italia, a loro volta parte di una rete di 1.800 centri in tutto il mondo, coordinati da una federazione mondiale, la Heartbeat International. «I nostri volontari – ha proseguito Grande – fanno una vera attività di peacekeeping, perché accolgono una donna, una mamma, e insieme a lei anche il figlio. Non ci mettiamo contro le donne, come qualcuno sostiene, noi restiamo accanto alle donne».

Rigoni: «le tre cose più importanti? Accogliere, ascoltare, abbracciare»

Bruna Rigoni - storie di eroismo
Bruna Rigoni, vicepresidente MPV italiano

«In trentacinque anni di volontariato per la vita non mi è mai successo di dire “sono stanca”». Ha esordito così Bruna Rigoni, vicepresidente del MPV, rivolgendosi ai giovani presenti in sala, avvertendoli però che questo impegno significa anche «fare i conti con i fallimenti». E’ quindi fondamentale «l’umiltà, unitamente alla collaborazione di diverse sensibilità». In ogni caso, questo tipo di volontariato permette di «vivere accanto a persone reali, con problemi reali, un’esperienza che ci rende parte di un disegno provvidenziale, in cui noi siamo quel piccolo tassello che serve per completare il mosaico». Decisivo, a questo proposito, tenere conto «delle tre cose più importanti: saper accogliere, saper ascoltare, saper abbracciare». Atti semplici ma pienamente umani, nella consapevolezza che – per riprendere le parole della Beata Madre Teresa di Calcutta – «quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano; ma se non lo facessimo, l’oceano avrebbe una goccia in meno».

Cioè: «SOS Vita web dà la possibilità di aprirsi»

Matteo Cioè è uno studente di Roma. A lui è toccato il compito di illustrare il servizio SOS Vita web, uno sportello virtuale di ascolto per le donne alle prese con una gravidanza problematica. «E’ un servizio che funziona attraverso una chat – ha spiegato – ed è in forma completamente anonima, potendo comunicare con un nickname». Una caratteristica capace di dare molti vantaggi alle donne che chiedono aiuto: «Il fatto di non vedere o sentire l’interlocutore – ha aggiunto – permette loro di sentirsi più libere di parlare e quindi incoraggiate ad aprirsi».

Comunicato stampa 27 luglio 2016 – 33° Life Happening “V. Quarenghi”
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