Paolo Marchionni al Quarenghi2016: «serve una relazione per la cura»

Tempo di lettura: 2 minuti 

Momento centrale della prima giornata di studio del seminario estivo “V. Quarenghi” del Movimento per la Vita è stata la interessante relazione del dott. Paolo Marchionni, medico legale, bioeticista e vicepresidente di Scienza e Vita.

Il suo intervento dal titoloLa medicina tra falsi miti e veri eroi”, è iniziato con la presentazione del giuramento di Ippocrate, la bussola che ogni medico usa per la sua attività professionale e per quanto riguarda l’aspetto deontologico delle sue azioni. Al centro della riflessione è stata posta la contrapposizione tra le «fondamenta antiche» della medicina e le sue «moderne tentazioni».

Le «fondamenta antiche» su cui si basa la medicina moderna sono state sapientemente riassunte in tre. La prima risiede nel concetto di «alleanza terapeutica», cioè il rapporto che intercorre tra il medico e il paziente, una coesione tanto negli intenti quanto nella volontà di utilizzare talune terapie piuttosto che altre. La seconda attiene alla «relazione per la cura»: come si evince dal significato letterale è simile alla prima, ma ne aggiunge un aspetto molto importante. Infatti è grazie alla relazione tra medico e paziente che quest’ultimo si percepisce parte di un progetto che va oltre la mera attività diagnostica: grazie alla relazione il medico entra in contatto con il paziente, una persona con una sua dignità, dimensione che la medicina deve e non può non rispettare.  A tal proposito il dott. Marchionni ha ricordato come l’attività medica non è meramente contrattualistica, il medico non è un mero esecutore della volontà del paziente, ma colui che con la sua sapienza è capace di trovare la giusta soluzione ai suoi problemi. Infine, come terza è stata menzionata la «libertà e responsabilità» che il medico ha nell’esercizio delle sue funzioni. Ha quindi sottolineato come non può esistere la vera libertà senza la responsabilità, contrappeso per la prima.

A questi tre aspetti ha contrapposto le tre «moderne tentazioni». Per prima troviamo il «delirio di onnipotenza», ossia l’idea che il medico possa divenire l’unico artefice della vita del paziente, a lui sottoposto e senza margine di scelta. Questa deriva autoritaria, tipicamente prometeica, che si concretizza in tutte le tecniche di manipolazione e interruzione della vita, si affianca all’idea della «libertà assoluta» e della «volontà del paziente». Torna quindi a contrapporsi all’idea di relazione quella di medico come mero esecutore.

La relazione si è conclusa con alcuni esempi di medici che hanno optato per le «tentazioni moderne» come Josef Mengle, nazista che utilizzò la ricerca scientifica anche a discapito dell’uomo pur di meritarsi la fama immortale nel mondo della medicina, oppure Jack Kevorkian noto alla storia contemporanea per praticare il suicidio assistito e l’eutanasia anche nel momento in cui la pratica era vietata. A questi ha contrapposto la testimonianza di medici che hanno scelto di seguire l’arte medica con federe rispetto delle antiche fondamenta: tra i tanti citati emergono Jerome Lejeune, famoso per aver studiato al sindrome di down, oppure Madre Teresa di Calcutta che, pur non essendo propriamente un medico, è stata insignita della laurea ad honoris per il suo operato al servizio del prossimo in tutto il mondo, anche dal punto di vista medico.

Massimo Magliocchetti
@MagliocchettiM


Foto: Andrea Tosini

Diario Quarenghi 2016 “A.A.A. Eroi cercasi: giù la maschera ai falsi miti”:

  • [Intervento di Giuseppe Anzani, magistrato ed editorialista di Avvenire, clicca qui]
  • [Intervento di Paolo Marchionni, bioeticista e vicepresidente di Scienza e Vita, clicca qui]
  • [Intervento di Giuseppe Grande, Vicepresidente MPV e Repsonsabile di SOS Vita, clicca qui]
  • [Intervento di Bruna Rigoni, Vicepresidente MPV, clicca qui]
  • [Intervento di Matteo Cioè, Responsabile Giovani Lazio, clicca qui]
  • [Intervento di Emanuele Petrilli, provobiro MPV italiano e Movit Firenze – Siena, clicca qui]
  • [Intervento di Cristina Forestiero, Insegnante Metodo Billings, e Raffaele Marmo, Movit Firenze – Siena, clicca qui]
  • [Intervento di Carlo Casini, Fondatore e Presidente onorario del Movimento per la Vita, clicca qui]
  • [Intervento dell’Equipe giovani del Movimento per la Vita italiano, clicca qui]
  • [Intervento di Nicola Galizia, giurista del Centro studi Livatino, clicca qui]
  • [Intervento di Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita, clicca qui]

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