Frosinone, trovato feto morto nella fogna di un palazzo. Gigli: «sconfitta per l’umanità»

 

Pubblicato per http://www.prolife.it il 10/11/2016

Tempo di lettura: 1 minuto

Ieri sera, nelle fogne di un palazzo a Ferentino, paese del frosinate, è stato ritrovato un feto morto di venti centimetri. L’allarme, secondo la ricostruzione riportata da Ansa questo pomeriggio, è stato dato dal personale di una ditta impegnato a pulire lo scarico dello stabile. La giovane donna romena di venti anni residente nel palazzo è stata interrogata dalle autorità di polizia, mentre la procura di Frosinone ha aperto un fascicolo. Secondo alcune fonti, è possibile che la donna abbia abortito in casa. Nessuna pista, però, viene esclusa dagli inquirenti.

Dopo poche ore non è tardato ad arrivare il commento di Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita: «è l’epilogo inaccettabile della cultura dello scarto e la sconfitta dell’umanità». «L’orrore avvenuto a Ferentino – tuona Gigli – testimonia emblematicamente il valore che nella nostra società viene attribuito a chi non è ancora nato: non vite umane da accogliere, ma materia di scarto da scaricare tra i rifiuti».

Questo triste fatto ci deve interrogare profondamente. Specialmente a tutti coloro che quotidianamente si impegnano e credono nei valori della vita. «Al Movimento per la Vita – ammonisce Gigli – spetta il compito di ribadire alle istituzioni il dovere morale e legale di offrire, a chi si trova nella solitudine e nella disperazione, la proposta di alternative all’aborto, anche garantendo forme concrete di aiuto».

I due polmoni del Movimento per la Vita, la testimonianza concreta nell’accoglienza e la diffusione della cultura della vita, oggi devono lavorare sempre di più affinché le donne siano veramente libere di scegliere la vita. Infatti, libero può dirsi solo chi può scegliere liberamente e responsabilmente tra due o più possibilità. Purtroppo, questa alternativa spesso viene nascosta dalla cultura moderna alle donne che vivono una gravidanza difficile o indesiderata.

«Le gestanti in difficoltà tentate dall’aborto – ha concluso Gigli in un appello – sappiano comunque di poter contare sulla disponibilità della nostra rete di Case di Accoglienza e di Centri di Aiuto alla Vita: strutture in grado di accogliere, ascoltare, educare, consigliare ed assistere concretamente, grazie all’opera di migliaia di volontari».

Massimo Magliocchetti
@MagliocchettiM

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