Vitanews, la speranza e il discernimento per l’uomo

Riporto l’editoriale di apertura del progetto Vitanews – http://www.vitanews.org

Oggi è una giornata speciale. Il popolo della vita festeggia la 39sima Giornata per la Vita, quest’anno dedicata alla memoria di S. Teresa di Calcutta e del Suo servizio a difesa del più debole, colui che amava chiamare «il più povero tra i poveri»: il bambino non ancora nato. È un giorno speciale anche perché oggi nasce un sogno. Quello di alimentare un luogo di riflessione e sincera condivisione con lo scopo di proporre un serio discernimento sull’uomo, la sua dignità e centralità. In una parola, vitanews.

Tre elementi caratterizzeranno il nostro servizio alla verità. Ci impegneremo a una analisi razionale e ragionevole dei problemi etici, affinché l’elaborazione culturale sia sempre finalizzata ad un nuovo umanesimo integrale, inteso quest’ultimo come una nuova modalità di pensiero e di azione capace di garantire la dignità dell’uomo nelle nuove sfide sociali, economiche e politiche. Non mancherà l’aspirazione di creare una comunità pronta a interrogarsi e sviluppare contenuti utili al bene comune, in uno spirito di dialogo franco e intellettualmente onesto, sempre orientato al bene dell’uomo. Infine, ci faremo portavoce di concretezza, affinché lo stimolo culturale si trasformi in un appassionato servizio a difesa della vita.

Senza dubbio è un progetto ambizioso, ma necessario. E così, con oggi inizia un periodo di semina, con la speranza che porti frutto. Come nel celebre capolavoro di Tolkien, oggi si riunisce una compagnia spinta dal desiderio di verità. Coraggio, «la speranza divampa!».

Massimo Magliocchetti
Roma, 5 febbraio 2017

NO al suicidio assistito e all’eutanasia omissiva nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale

Per la vita dei malati e dei disabili gravi
Per la libertà di coscienza del medico
Per l’alleanza medico-paziente

Rompere il muro del silenzio. Agire ora

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE

Per fermare l’introduzione in Italia dell’eutanasia da sottrazione di cure

Il testo unico su consenso informato, pianificazione delle cure e dichiarazioni anticipate di trattamento, all’esame della Camera dei Deputati, se approvato nella sua forma attuale, produrrà un’autentica rivoluzione.

  1. La vita diverrà un bene disponibile.
  2. Sarà rotto il patto ippocratico e il medico sarà chiamato a interrompere sostegni vitali.
  3. Dovrà essere depenalizzato il reato di omicidio del consenziente, per i medici che togliessero la cannula con cui un paziente viene nutrito.
  4. Alla tutela costituzionale della salute e della vita, intese come patrimonio della comunità,si sostituirà la concezione individualista dell’autodeterminazione assoluta.

Tutto ruota attorno a questo principio, diventato un autentico dogma, anche quando la decisione fosse assunta con l’obiettivo di affrettare la morte del soggetto. È quanto succederebbe inevitabilmente con la sospensione dell’idratazione e nutrizione assistite.

Nello schema ideologico dei sostenitori del progetto di legge, idratazione e nutrizione assistite sono equiparate a terapie, che possono essere sempre rifiutate o sospese, mentre l’eutanasia omissiva (da sospensione dei sostegni vitali) non esiste. Se per eutanasia deve intendersi “qualunque azione od omissione che per sua natura e nelle intenzioni è finalizzata ad affrettare la morte del paziente”, sono l’inevitabilità dell’esito mortale e l’intenzione di affrettare la morte a qualificare la legalizzazione della sospensione di idratazione e nutrizione come l’introduzione nell’ordinamento italiano dell’eutanasia omissiva. In questa triste pratica si troverebbe coinvolto il Sistema sanitario, anche su paziente non in fase terminale.

La facoltà di decidere la sospensione delle cure e dei sostegni vitali anche al legale rappresentante di soggetti minori o incapaci rischia di affidare la vita di persone fragili nelle mani di chi potrebbe desiderarne la morte per ragioni d’interesse o per sottrarsi al carico dell’assistenza.

Nella sua attuale formulazione, il testo unico in discussione prevede la trasformazione del medico da professionista responsabile e coscienzioso a esecutore cieco, senza lasciargli nemmeno la possibilità di rifiutarsi di collaborare per affrettare la morte del paziente. Non è prevista, infatti, al momento alcuna forma di obiezione di coscienza e il carattere vincolante delle DAT è sottolineato parlando di “disposizioni”.

Infine, mentre ci si affanna a garantire autonomia di decisione anche per scelte che potrebbero condurre a morte, non ci si premura di verificare se le scelte contenute nelle Dat siano davvero consapevoli e libere da condizionamenti.

I malati chiedono accompagnamento e solidarietà, non di essere lasciati morire in base a protocolli burocratici. Aderisci subito all’iniziativa lanciata dal Movimento per la Vita Italiano.

Firma anche tu la petizione per chiedere al Parlamento di fermarsi a riflettere.
Prima che sia troppo tardi.

Firma qui