Il piccolo embrione che cercava la mamma

In due libri promossi dal MpV la cultura della vita viene declinata secondo target diversi. Per i piccoli esce “U-Nico”, per i più adulti la storia del grande Jerome Lejeune. Ne parlo su NOI Famiglia & Vita di novembre.

In preparazione al triste anniversario dei quarant’anni dall’approvazione della L.194 il Movimento per la Vita esce con due interessanti libri: «Mi chiamo U-Nico» e «Lo scienziato che amava la Vita. Itinerario spirituale con Jérôme Lejeune». Due libri con due target diversi, rispettivamente, per bambini e per un pubblico più maturo.

«Mi chiamo U-Nico» è la storia di Nico, un embrione che compie il suo viaggio verso la nascita impaziente di stringere la sua mamma. Un racconto con testi e immagini può diventare un ottimo modo per trasmettere ai nostri piccoli la bellezza della Vita e il mistero che la avvolge. La versione inglese, dal titolo «Unique», è stata prodotta dalla FIAMC, la Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici, con il contributo dell’Autrice Patricia Diaz e le illustrazioni dalla nota disegnatrice Marietina. Il Movimento per la Vita ha ottenuto la possibilità di tradurlo e diffonderlo in Italia. L’edizione italiana è stata interamente curata dalla redazione della neonata Agenzia Vitanews (www.vitanews.org), grazie al minuzioso lavoro di Elena Lecci, Melissa Maioni e Flavia Magliocchetti. Continua a leggere “Il piccolo embrione che cercava la mamma”

Dat, la legge va avanti. I dubbi restano

Per il discusso ddl sul biotestamento si attente l’arrivo in Aula in Senato. Anche se in commissione non sono state risolte tutte le perplessità, a cominciare da idratazione e nutrizione definite sempre “trattamenti sanitari”. Ne scrivo su NOI Famiglia & Vita, edizione di novembre.

L’esame del ddl sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) procede a rilento e continua a presentare elementi oscuri che continuano a far discutere. Il testo licenziato dalla Camera lo scorso aprile è al vaglio del Senato mentre continua il braccio di ferro tra le forze politiche. Una pioggia di emendamenti fanno tremare i promotori della legge, tanto da portare alle dimissioni la relatrice De Biasi: una mossa finalizzata ad aggirare gli emendamenti. «I tempi non consentono di proseguire l’esame in commissione», ha dichiarato De Biasi in una nota, «la mia decisione ribadisce ulteriormente l’importanza di approvare una legge rilevante e attesa». Ora la palla passa alla Conferenza dei Capigruppo che deciderà la calendarizzazione in Aula. E mentre 57 sindaci e alcuni Senatori a vita continuano il pressing sui colleghi di Palazzo Madama, lo spettro di fine legislatura trasforma l’iter in una corsa contro il tempo. La partita resta aperta. «Accogliamo positivamente le dimissioni da relatrice di Emilia Grazia De Biasi», hanno ribadito Filomena Gallo e Marco Cappato, segretario e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, i quali in una nota si sono appellati al Presidente del Senato, Pietro Grasso, affinché «si possa arrivare a una decisione secca». Dura la reazione del fronte contrario alla legge. Il Presidente del Movimento per la Vita, Gian Luigi Gigli, ha definito il passaggio in Aula per aggirare le difficoltà in Commissione «una prova muscolare inaccettabile in una materia così delicata, come confermato dal parere della Commissione Affari Costituzionali». Continua a leggere “Dat, la legge va avanti. I dubbi restano”

“Papà, come sono nato?”: risponde “U-Nico”

Recensione al libro “Mi chiamo U-Nico”, un testo di bioetica per bambini, edito dal Movimento per la Vita italiano e curato da me personalmente nell’edizione italiana. La traduzione è merito di alcuni collaboratori dell’Agenzia Vitanews: Elena Lecci, Melissa Maioni, Flavia Magliocchetti.

“Papà, ma io come sono nato?”, è una delle classiche domande che i bambini pongono ai propri genitori ad un certo momento della loro esistenza. Spesso è difficile rispondere. Spiegare la meraviglia della vita è sempre un compito arduo. Raccontarlo con una storia e con immagini può essere un ottimo modo per trasmettere ai nostri piccoli la bellezza della Vita e il mistero che la avvolge. Questo è l’obiettivo che il libro dal titolo “Mi chiamo U-Nico” aspira a raggiungere.

La versione inglese, dal titolo “Unique”, è stata prodotta dalla FIAMC, la Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici, con il contributo dell’aturice Patricia Diaz e le illustrazioni dalla nota disegnatrice Marietina. Il Movimento per la Vita ha ottenuto la possibilità di tradurlo e diffonderlo in Italia. L’edizione italiana, dal titolo “Mi chiamo U-Nico” è stata interamente curata dalla redazione della neonata Agenzia Vitanews (www.vitanews.org), grazie al minuzioso lavoro di Elena Lecci, Melissa Maioni e Flavia Magliocchetti. Continua a leggere ““Papà, come sono nato?”: risponde “U-Nico””

Politiche familiari: conciliare vita e lavoro come strumento di prevenzione dell’aborto

Appunti di bioetica del lavoro pubblicati sul numero di ottobre di “Si alla Vita”, mensile del Movimento per la Vita italiano, frutto dell’esperienza come delegato MPV in seno alla Terza Conferenza Nazionale sulla Famiglia.

L’indagine sul rapporto tra maternità e mondo del lavoro è stata al centro di uno dei quattro gruppi di lavoro della Terza Conferenza Nazionale della Famiglia. Il Movimento per la Vita ha partecipato con alcuni delegati per contribuire a sintetizzare le varie proposte che sono state messe al centro del documento preparatorio all’evento. La conciliazione dei tempi di famiglia, vita e lavoro è una tema che attualmente interessa le politiche sociali e del lavoro, tanto da essere stato al centro di uno dei recenti decreti attuativi del Jobs Act.

Appunti per una bioetica del lavoro. – L’approfondimento della conciliazione dei tempi di vita e lavoro interroga anche il volontariato del Movimento per la Vita in quanto una sintesi dei problemi e delle proposte può essere di sostegno per ridare speranza alle donne che si rivolgono ai Centri di Aiuto alla Vita. Seppur con le difficoltà di un’analisi che non riesce a trattare esaurientemente tutti i complessi temi del diritto del lavoro, il presente contributo aspira ad iniziare a costruire le basi di una bioetica del lavoro, cioè una riflessione critica sulle scelte giuridiche e politiche che hanno dirette conseguenze sulla donna e sul figlio durante il complesso periodo della gravidanza e del puerperio all’interno del rapporto di lavoro[1]. Continua a leggere “Politiche familiari: conciliare vita e lavoro come strumento di prevenzione dell’aborto”

Ddl Dat a un bivio: ancora troppi punti oscuri

Articolo pubblicato sul numero di ottobre di “Sì alla Vita”, mensile del Movimento per la Vita italiano. Analizza i punti oscuri che continuano a esistere sul ddl dat al vaglio del Senato.

L’esame del disegno di legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) si trova a un bivio. Il ddl Dat licenziato dalla Camera lo scorso aprile è al vaglio del Senato, dove nella Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama continua il braccio di ferro tra le forze politiche. Una pioggia di emendamenti fanno tremare i promotori della legge. «E’ chiaro che tremila emendamenti non si possono esaminare», ha dichiarato la relatrice De Biasi paventando le sue dimissioni per «affidare alla conferenza dei capigruppo la decisione sul passaggio direttamente all’aula senza relatore». Dura reazione dell’Associazione Luca Coscioni che parla di «legge affossata», mentre la sua copresidente, Mina Welby, si dice «dispiaciuta, ma non sorpresa». Ferma la risposta del Presidente del Movimento per la Vita, Gian Luigi Gigli, che ha definito il passaggio in Aula per aggirare le difficoltà in Commissione «una prova muscolare inaccettabile in una materia così delicata, come confermato dal parere stesso della Commissione Affari Costituzionali».

Infatti a fine settembre è arrivato l’atteso parere della Commissione Affari Costituzionali che ha annebbiato le aspettative di quanti fremono per l’approvazione del testo prima della fine della legislatura. Secondo l’estensore del parere, il senatore Romano, il documento contiene due importanti osservazioni che «dovranno essere prese in considerazione nei lavori parlamentari».

Sotto un primo profilo nel testo deve esserci un bilanciamento tra il principio della inviolabilità della libertà personale e il diritto alla salute come diritto fondamentale della singola persona e come interesse dalla collettività. Aspetto finora sbilanciato verso l’autodeterminazione del paziente che documenta la sua volontà – con tutti i problemi del caso – in un atto vincolante per il medico, tenuto a eseguire la decisione del paziente diventando un burocrate della medicina.

Il secondo punto attiene alla natura della volontà anticipata. Alla luce del primo monito si chiede che la parola «disposizioni» sia sostituita con «dichiarazioni», al fine di valorizzare la relazione di cura e di fiducia medico-paziente. Tale proposta trova origine in un autorevole parere del Comitato Nazionale di Bioetica del 2003. Il CNB specifica che nel caso di dichiarazioni anticipate di trattamento viene escluso per il medico il rigido vincolo di eseguire quanto scritto nel documento, tanto più in mancanza dell’obiezione di coscienza. La dichiarazione anticipata infatti rispecchia il prolungamento della relazione medico-paziente e serve al sanitario per orientare la sua attività professionale considerando anche il desiderio del paziente. Le «dichiarazioni», inoltre, frenano la deriva eutanasica. Rimangono, tuttavia, importanti problemi sulla mancata contestualità tra dichiarazione e trattamento, oltre al principio della disponibilità della vita umana.

«Permane un forte dibattito sul tema della nutrizione e idratazione artificiale, classificate nel disegno di legge come trattamenti sanitari, che sarà oggetto di approfondite valutazioni nel percorso della legge al Senato», ha dichiarato Romano a margine del parere. Le osservazioni approvate dalla Commissione Affari Costituzionali aprono a un concreto sviluppo della legge nell’ottica della relazione di cura, nonostante l’aberrante qualifica di alimentazione e idratazione artificiali come trattamenti sanitari – e non come cure e sostegni vitali – apre all’eutanasia omissiva, come il Movimento per la Vita ha da sempre denunciato dalle colonne di questo mensile.

La difesa della vita è alla base della democrazia. Abdicare a questo principio prima e dopo la nascita, durante l’esistenza umana e nella fragile dimensione del fine vita significa accettare che non tutte le persone sono uguali nella loro dignità, sulla base della loro efficienza o qualità. L’abbandono del morente, come l’accanimento terapeutico, segnano una sconfitta sia per la medicina che per il diritto. Quindi una sconfitta per tutti noi.

Massimo Magliocchetti, Responsabile Giovani Roma Mpv


M. Magliocchetti, DDl Dat a un bivio: ancora punti oscuri, in Si alla Vita, 2/2017, Ottobre 2017, p. 19

37° Convegno Cav: ripartiamo dal concepito per costruire insieme un nuovo umanesimo

Formazione permanente e sguardo al futuro sono le parole chiave che ci aiutano a sintetizzare le intense giornate di confronto e formazione che hanno dato vita all 37° Convegno Nazionale dei Centri di Aiuto alla Vita.

Formazione permanente e sguardo al futuro sono le parole chiave che ci aiutano a sintetizzare le intense giornate di confronto e formazione che hanno dato vita all 37° Convegno Nazionale dei Centri di Aiuto alla Vita (Cav), organizzato dal Movimento per la Vita italiano (MpV), tenutosi a Milano dal 10 al 12 novembre. L’evento, dal titolo “I Centri di Aiuto alla Vita: vivai di nuovo umanesimo”, ha raccolto l’adesione di oltre 800 delegati e volontari provenienti da tutta Italia, rappresentativi delle molteplici anime del Mpv. Il Convegno, come di consueto, è stato preceduto dall’11° Convegno delle Case d’Accoglienza e il Seminario di SOS Vita. Nella tre giorni si sono alternate autorevoli personalità del mondo della bioetica, politica, associazionismo a difesa della vita e della famiglia, nonché esponenti della Chiesa Cattolica.

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