37° Convegno Cav: ripartiamo dal concepito per costruire insieme un nuovo umanesimo

Formazione permanente e sguardo al futuro sono le parole chiave che ci aiutano a sintetizzare le intense giornate di confronto e formazione che hanno dato vita all 37° Convegno Nazionale dei Centri di Aiuto alla Vita (Cav), organizzato dal Movimento per la Vita italiano (MpV), tenutosi a Milano dal 10 al 12 novembre. L’evento, dal titolo “I Centri di Aiuto alla Vita: vivai di nuovo umanesimo”, ha raccolto l’adesione di oltre 800 delegati e volontari provenienti da tutta Italia, rappresentativi delle molteplici anime del Mpv. Il Convegno, come di consueto, è stato preceduto dall’11° Convegno delle Case d’Accoglienza e il Seminario di SOS Vita. Nella tre giorni si sono alternate autorevoli personalità del mondo della bioetica, politica, associazionismo a difesa della vita e della famiglia, nonché esponenti della Chiesa Cattolica.

Anche quest’anno non è mancato il messaggio di  Papa Francesco che ha fatto arrivare i suoi saluti ai partecipanti al convegno che hanno risposto con uno scrosciante applauso che non voleva terminare. Parole di conforto e incoraggiamento sono arrivate anche dall Card. Bassetti, presidente della Cei: «il Movimento corrisponda sempre meglio e sempre più estesamente alla sua vocazione, con persone preparate e strutture idonee, venendo incontro alle tante e diverse situazioni che richiedono aiuto e sostegno». Consapevoli della propria identità e missione, i volontari del MpV hanno riflettuto sulle strategie per rilanciare un nuovo umanesimo che riparta dal concepito e dal suo primo diritto, quello alla vita. Perché il concepito è veramente la prima pietra per un nuovo umanesimo.

L’evento si è aperto con l’intervento del filosofo Diego Fusaro che ha sviluppato il tema della disumanizzazione della società. Presente anche il direttore di Avvenire, Marco Taquinio, che è intervenuto ricordando che la difesa della vita deve avere una dimensione integrale e che l’embrione deve essere riconosciuto come «uno di noi». Il tema della ricostruzione dell’umano nella dimensione dell’emergenza è stato curato dal prof. Gino Soldera che ha ricordato il prezioso servizio del MpV nel drammatico momento del terremoto del Centro Italia, con l’attivazione del “Cav d’Urgenza” possibile grazie al Camper del Mpv che gira lo stivale dai giorni successivi alle scosse.

La giornata di sabato si è aperta con la Messa celebrata dall’Arcivescovo di Milano, Mario Delpini, il quale ha incoraggiato i presenti: «il vostro futuro dona speranza all’umanità».  Una posizione di preminenza hanno avuto le novità della legge sul Terzo Settore e i dati dell’Osservatorio di SOS Vita, il servizio attivo h24 di sostegno alla maternità difficile o indesiderata che lavora a stretto contatto con le realtà territoriali dei Cav, radicati in tutto il territorio nazionale. Non è mancato uno sguardo prudente al tema delle migrazioni, al centro della relazione di Mons. Perego, Arcivescovo di Ferrara, che ha rilasciato ai reporter dell’Agenzia Vitanews una breve intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del mensile “Sì alla Vita”.

Durante l’evento si sono articolati sei gruppi di lavoro. Tra i temi trattati: l’analisi del nuovo profilo del volontario Cav, le strategie condivise di intervento in caso di post-aborto, l’indagine sulle nuove tipologie di utenze che bussano ai Cav e, infine, le strategie utili per abitare i mezzi di comunicazione al fine di promuovere una autentica cultura della Vita.

Il presidente Onorario del MpV, l’On. Carlo Casini, nel suo intervento ha ripercorso la storia del Mpv ricordando «una storia che viene da lontano». Oltre quarant’anni di battaglie, vittorie, sconfitte, volti e bambini nati grazie alla preziosa opera dei volontari dei Cav. La tre giorni di formazione, infine, l’evento si è chiuso con la relazione finale del Presidente Gian Luigi Gigli, il quale ha sottolineato che «è in corso una gigantesca trasformazione sociale, che porterà inevitabilmente a relazioni disumane». «Su di noi  – ha ricordato Gigli ai presenti – grava dunque il compito di testimoniare che un mondo più umano è possibile e che noi lo stiamo già costruendo. Dove la disumanità avanza, noi testimoniamo ricostruendo l’umano».

Massimo Magliocchetti, resp. Giovani Roma Mpv


Articolo pubblicato in: M. Magliocchetti, 37° Convegno Cav: ripartiamo dal concepito per costruire insieme un nuovo umanesimo, in Si alla Vita, 3/2017, Novembre 2017, p. 8

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