Ddl Dat a un bivio: ancora troppi punti oscuri

L’esame del disegno di legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat) si trova a un bivio. Il ddl Dat licenziato dalla Camera lo scorso aprile è al vaglio del Senato, dove nella Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama continua il braccio di ferro tra le forze politiche. Una pioggia di emendamenti fanno tremare i promotori della legge. «E’ chiaro che tremila emendamenti non si possono esaminare», ha dichiarato la relatrice De Biasi paventando le sue dimissioni per «affidare alla conferenza dei capigruppo la decisione sul passaggio direttamente all’aula senza relatore». Dura reazione dell’Associazione Luca Coscioni che parla di «legge affossata», mentre la sua copresidente, Mina Welby, si dice «dispiaciuta, ma non sorpresa». Ferma la risposta del Presidente del Movimento per la Vita, Gian Luigi Gigli, che ha definito il passaggio in Aula per aggirare le difficoltà in Commissione «una prova muscolare inaccettabile in una materia così delicata, come confermato dal parere stesso della Commissione Affari Costituzionali».

Infatti a fine settembre è arrivato l’atteso parere della Commissione Affari Costituzionali che ha annebbiato le aspettative di quanti fremono per l’approvazione del testo prima della fine della legislatura. Secondo l’estensore del parere, il senatore Romano, il documento contiene due importanti osservazioni che «dovranno essere prese in considerazione nei lavori parlamentari».

Sotto un primo profilo nel testo deve esserci un bilanciamento tra il principio della inviolabilità della libertà personale e il diritto alla salute come diritto fondamentale della singola persona e come interesse dalla collettività. Aspetto finora sbilanciato verso l’autodeterminazione del paziente che documenta la sua volontà – con tutti i problemi del caso – in un atto vincolante per il medico, tenuto a eseguire la decisione del paziente diventando un burocrate della medicina.

Il secondo punto attiene alla natura della volontà anticipata. Alla luce del primo monito si chiede che la parola «disposizioni» sia sostituita con «dichiarazioni», al fine di valorizzare la relazione di cura e di fiducia medico-paziente. Tale proposta trova origine in un autorevole parere del Comitato Nazionale di Bioetica del 2003. Il CNB specifica che nel caso di dichiarazioni anticipate di trattamento viene escluso per il medico il rigido vincolo di eseguire quanto scritto nel documento, tanto più in mancanza dell’obiezione di coscienza. La dichiarazione anticipata infatti rispecchia il prolungamento della relazione medico-paziente e serve al sanitario per orientare la sua attività professionale considerando anche il desiderio del paziente. Le «dichiarazioni», inoltre, frenano la deriva eutanasica. Rimangono, tuttavia, importanti problemi sulla mancata contestualità tra dichiarazione e trattamento, oltre al principio della disponibilità della vita umana.

«Permane un forte dibattito sul tema della nutrizione e idratazione artificiale, classificate nel disegno di legge come trattamenti sanitari, che sarà oggetto di approfondite valutazioni nel percorso della legge al Senato», ha dichiarato Romano a margine del parere. Le osservazioni approvate dalla Commissione Affari Costituzionali aprono a un concreto sviluppo della legge nell’ottica della relazione di cura, nonostante l’aberrante qualifica di alimentazione e idratazione artificiali come trattamenti sanitari – e non come cure e sostegni vitali – apre all’eutanasia omissiva, come il Movimento per la Vita ha da sempre denunciato dalle colonne di questo mensile.

La difesa della vita è alla base della democrazia. Abdicare a questo principio prima e dopo la nascita, durante l’esistenza umana e nella fragile dimensione del fine vita significa accettare che non tutte le persone sono uguali nella loro dignità, sulla base della loro efficienza o qualità. L’abbandono del morente, come l’accanimento terapeutico, segnano una sconfitta sia per la medicina che per il diritto. Quindi una sconfitta per tutti noi.

Massimo Magliocchetti, Responsabile Giovani Roma Mpv


M. Magliocchetti, DDl Dat a un bivio: ancora punti oscuri, in Si alla Vita, 2/2017, Ottobre 2017, p. 19

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...