I grandi anniversari del 2018: dalla 194 all’Humanae Vitae di Paolo VI

Il 2018 è sicuramente un anno importante. Tanti sono gli anniversari che riportano alla mente fatti, personaggi, idee che hanno scritto la storia che oggi siamo chiamati a osservare, studiare, capire e su cui fare un serio discernimento per organizzare strategicamente le mosse per il futuro. Per il “popolo della Vita” il 2018 è un anno molto particolare. Ma può essere anche un punto di svolta. Per rinnovare il vigore fisico e intellettuale utile a non smettere di ribadire la dignità del bambino non ancora nato, colui che dal concepimento è “uno di noi”. E sono proprio alcuni di questi anniversari che vale la pena ricordare.

La ricorrenza più importante è il quarantesimo anno dalla promulgazione della L. 194 sull’aborto (22.05.1978). Una legge profondamente ingiusta nata sull’onda della paura e di argomentazioni che oggi sono state superate e smentite dalle più autorevoli voci della scienza. Una legge che ancora oggi viene letta a senso unico, tralasciando abilmente quei pertugi di luce che potrebbero offrire alla donna una alternativa per portare avanti la gravidanza. Una legge ritenuta intoccabile, sconfessando così la stessa volontà dei suoi promotori, come Giovanni Berlinuer che dagli scranni di Palazzo Madama invitava a «riesaminare, dopo un congruo periodo di applicazione, le esperienze positive e negative di questa legge». Nonostante il giudizio complessivo sulla L. 194 non può che essere estremamente negativo, vale la pena ricordare anche che poco dopo la sua approvazione si moltiplicarono i Centri di Aiuto alla Vita in tutta Italia, già nati nel 1975, veri e credibili generatori di speranza per tutte quelle famiglie disorientate da una gravidanza difficile o indesiderata. A quello della L. 194 si accosta anche il quarantesimo anniversario dalla fondazione della prestigiosa rivista “Si alla Vita” (Milano, 19.06.1978) e il cinquantesimo anniversario del quotidiano Avvenire, dalle cui colonne non è mai venuto meno l’ardore di costruire una razionale cultura della vita, capace di offrire ragioni condivisibili a tutti gli uomini di buona volontà.

Merita uno speciale ricordo il quarantesimo anniversario dell’elezione di S. Giovanni Paolo II (16.10.1978), che grazie ai suoi mirabili scritti viene ricordato come il “Papa della Vita”. Indimenticabili le intense pagine che compongono l’Enciclica Evangelium Vitae (EV) nella quale il Papa polacco senza mai rinunciare a condannare l’aborto come conseguenza di una libertà perversa e iniqua (EV, 20) ha saputo anche rivolgere uno sguardo misericordioso alle donne che hanno fatto ricorso all’aborto, invitandole a non abbandonare la speranza e a discernere sul gesto compito al fine di diventare «tra i più eloquenti difensori del diritto di tutti alla vita» (EV 99). Prudenti sono state le denunce di Giovanni Paolo II riguardo alle nuove minacce alla vita umana (EV 3).

Ma nel 2018 ricordiamo anche altri due importanti avvenimenti. Una particolare menzione merita il cinquantesimo anniversario dell’Enciclica Humanae Vitae di Paolo VI (25.7.1968), pontefice che probabilmente sarà dichiarato Santo ad ottobre prossimo. Una ricorrenza importante perché lo scenario culturale di forte contestazione sui temi etici della fine degli anni Sessanta sembra ripetersi ai giorni d’oggi. Tornano attuali le parole del Papa bresciano sul tema della natalità, dell’amore coniugale, della procreazione responsabile e i metodi naturali. Specialmente oggi in un contesto che sembra privilegiare il controllo artificiale delle nascite sulla base dei desideri di adulti che sempre più decidono di imporre capricciose scelte individualiste a discapito della dignità della vita umana.

Infine sarà necessario ricordare l’ottantesimo anniversario delle leggi razziali (18.9.1938). Perché se alla fine degli anni Trenta la “difesa della razza” poggiava sull’idea che esistevano persone alle quali non era riconosciuta la dignità di esseri umani, oggi rischiamo che questo paradigma torni sotto mentite spoglie. Basti pensare alla condizione dei disabili o dei morenti che secondo taluni non dovrebbero più vivere perché le loro vite vengono ritenute non più degne di essere vissute. A questi arbitri della dignità altrui dobbiamo ribadire che la vita è sempre degna e la qualità della vita altrui è un aspetto del quale siamo corresponsabili.

È vero che in questi anni le battaglie prolife hanno registrato alcune sconfitte. Tuttavia ogni sforzo non è stato vano. Quale atteggiamento per il futuro? Prendo in prestito il prudente appello di Luigi Sturzo, che durante l’esilio scriveva: «riconosciamo che sul terreno politico abbiamo perduto: non è questo un segno che abbiamo fatto male; è solo il segno che non avevamo la forza o arte pari a guadagnarci la vittoria. Ma è vile chi è convinto delle proprie idee e abbandona il campo per debolezza o mancanza di fiducia. Bastano i pochi che abbiano fiducia, pazienza e costanza; anzitutto la fiducia». Che la fiducia, pazienza e costanza ci accompagnino in questo difficile 2018.

Massimo Magliocchetti
Responsabile giovani Roma MPV


Foto: Convegno Cav 2017 – I volontari del Movimento per la Vita italiano

Pubblicato in: M. Magliocchetti,  I grandi anniversari del 2018. dalla 194 all’Humanae Vitae di Paolo VI, in Noi Famiglia & Vita – Supplemento di Avvenire, 25 Febbraio 2018, p. 33

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