Comitato Polis Pro Persona: ultimo appello al Senato su fine vita

di Massimo Magliocchetti

«Meglio una legge imperfetta che l’eutanasia decisa dalla Corte costituzionale». Lo ha affermato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, nel corso della conferenza stampa indetta con Paola Binetti (Udc-Fi) a Palazzo Madama, per presentare le iniziative che intendono scongiurare la possibilità che, con una sentenza della Corte costituzionale, il prossimo 24 settembre si possa arrivare alla legalizzazione dell’eutanasia.

All’evento erano presenti anche alcuni esponenti del Comitato Polis Pro Persona, una rete di oltre trenta associazioni nazionali che si sono mobilitate per sollecitare la politica su questo delicato tema e offrire contenuti e strategie, ispirati da una visione personalista della bioetica e della biopolitica. Sono intervenuti durante la conferenza stampa Domenico Menorello, coordinatore dell’osservatorio parlamentare Vera Lex?  e già deputato nella scorsa legislatura, Marina Casini Bandini, presidente del Movimento per la Vita italiano e Alberto Maria Gambino, presidente di Scienza & Vita.

Binetti: «sì a cure palliative, no a eutanasia». –  È un «forte sì alle cure palliative e un no altrettanto forte all’eutanasia» quello lanciato da Paola Binetti, senatrice UdC durante la conferenza stampa. Una posizione vigorosa che necessita di «un sostegno altrettanto energico, affinché il Parlamento non venga espropriato della propria funzione».

Il 24 settembre, infatti, è la data di scadenza dell’ordinanza imposta dalla Corte Costituzionale al legislativo perché legiferi sul tema dell’eutanasia e del suicidio assistito. Altrimenti, come da tempo è stato rilevato da tanti commentatori, sentenzierà la Consulta. Per questo, ha annunciato Binetti ai presenti, «è stata presentata una mozione che speriamo sia calendarizzata a settembre, con le firme di tanti colleghi». La mozione in questione si propone di «correggere la rotta» dell’impostazione data dalla Legge sulle Dat e chiede per questo motivo «l’aiuto e il sostegno» di tutte le forze che sposano la posizione per cui «ogni intervento contro la vita rimane un reato».

«Dobbiamo continuare – ha affermato Binetti – a essere dalla parte della vita. Siamo per le cure palliative e non per l’eutanasia. Per sostenere la nostra battaglia con questa pdl dobbiamo coinvolgere l’Italia migliore, quella che sta in Parlamento, nelle associazioni, quella che sta dalla parte della vita»

Gasparri: «il Legislatore si assuma le sue responsabilità». – È poi intervenuto il Senatore Gasparri, che in apertura ha precisato che una decisione del Parlamento sul tema «la impongono i tempi». «Abbiamo ripresentato la proposta di legge che alla Camera si è incagliata non perché il testo sia perfetto, ma perché lo vogliamo incardinare», ha continuato Gasparri osservando che una legge “bella o brutta” potrà essere cambiata da altri legislatori, mentre «la sottrazione del potere legislativo al Parlamento con una sentenza dalla Corte costituzionale metterebbe dei condizionamenti a qualsiasi attività legislativa successiva».

Dunque, secondo Gasparri «è meglio un testo imperfetto varato dal Parlamento che una eutanasia decisa dalla Corte costituzionale con dei paletti che nessun legislatore può modificare». Nonostante i vincoli temporali e tecnici la procedura, forse, non lascia molto spazio ad una decisione in tempi rapidi. In ogni caso alcuni Senatori sta provando tutte le strategie possibili. «Io rivendico il diritto-dovere del Parlamento di pronunciarsi su un tema come questo: le Camere si occupano di qualsiasi cosa, dalle patenti nautiche alla Tav, non può non pronunciarsi sulla vita e la morte», ha chiosato Gasparri.

Menorello: «siamo a una svolta antropologica». – La conferenza stampa è continuata con l’intervento di Domenico Menorello, coordinatore dell’Osservatorio parlamentare Vera Lex?, che ha presentato il libro dal titolo «“Diritto” o “condanna” a morire per vite “inutili”?», frutto del convengo organizzato dal Comitato Polis Pro Persona lo scorso 11 luglio. Un ricco contributo per il dibattito politico e culturale: «le ragioni si documentano in una umanità di accoglienza che testimonia come ogni istante di vita sia segno di un mistero» e «chi nega questa realtà nega l’uomo stesso riducendolo a sua utilità sociale, poi chiamata dignità, venuta meno la quale può anche essere e non curato o indotto a togliere il disturbo». Ha sottolineato Menorello che «evidentemente siamo ad una svolta antropologica».

Marina Casini Bandini: «occorre fare rete, essere rete». – La presidente del Movimento per la Vita italiano, Marina Casini Bandini ha voluto porre l’attenzione sul fatto che «nel nostro Paese c’è una presenza importante che non si rassegna alla cultura della morte e dello scarto». Secondo la presidente del più grande movimento prolife italiano con questa battaglia «è in gioco veramente il bene comune e il volto pienamente umano della nostra convivenza civile». Casini Bandini ha sottolineato che «o andiamo avanti insieme, costruiamo insieme, oppure non si costruisce niente: è la sfida di oggi». L’invito, dunque, è quello a «fare rete, essere rete. Per costruire una grande voce del popolo della vita, una società della vita», ha specificato Maria Casini Baldini.

Casini Bandini ha precisato che «nessuno vuole giudicare nessuno» ma «vogliamo avere autentica compassione verso tutti coloro che attraversano i deserti della malattia, a volte inguaribile e inarrestabile, della disabilità, dell’anzianità». Quello che va giudicato è la «mentalità». «Il vero progresso civile – ha ricordato Casini Bandini – è il riconoscimento della dignità sempre presente e sempre uguale che si esprime in tutta la vita umana, dal concepimento alla morte naturale, con la stessa forza e la stessa intensità», perché «la dignità umana non si ammala».  

Gambino: «serve una maggioranza per la dignità dell’uomo». – Ha chiuso la conferenza stampa il prof. Gambino, che ha aperto il suo intervento con una «notizia»: «in Europa l’eutanasia non esiste», tranne in tre paesi. «Saremmo il quarto Paese europeo – ha aggiunto Gambino – che introduce nel suo ordinamento il suicidio assistito medicalmente assistito che pratica all’interno delle strutture sanitarie, dunque l’eutanasia». Addirittura, sottolinea Gambino, nella «laica» Francia queste forme di intervento sul fine vita non ci sono, perché rifiutano proprio l’idea che un artifizio possa condizionare gli ultimi momenti della vita umana nel bene e nel male.

«È drammatico il fatto che in due anni in Italia assistiamo all’ entrata nelle nostre corsie d’ ospedale a un’altra Crocetta nel consenso informato», quella eutanasica. Gambino ha ribadito con forza che «è fuorviante la vulgata mediatica dei cattolici e non cattolici», una contrapposizione che quindi minimizza una dibattito più ampio e serio. Per il presidente di Scienza & Vita il problema si concretizzerà quando la Corte Costituzionale deciderà per l’eutanasia, configurandolo come diritto soggettivo. Perché? Semplice, spiega Gambino: «i diritti soggettivi sono intangibili da parte degli altri con la loro libertà, che questo punto arretra e quindi anche il familiare che vuole bene a quel fratello, a quella sorella, non li potrà neanche provare dissuaderlo da quella scelta: quel diritto significa che diventa immediatamente un ordine per la struttura sanitaria e la struttura sanitaria deve porre in essere la soppressione di quell’ essere umano con una iniezione letale».

11 settembre 2019: grande convengo prolife. – La conferenza stampa si è conclusa con il lancio dell’evento dell’11 settembre 2019, data in cui sarà celebrato un grande convegno che vedrà coinvolti i vertici delle associazioni nazionali che si occupano di vita e famiglia e la Chiesa Cattolica italiana, con la presenza del Presidente della Conferenza Episcopale italiana, Card. Bassetti.  

Massimo Magliocchetti

Autore: Massimo Magliocchetti

Appassionato di bioetica, diritto e politica. Studio e scrivo per passione.

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