Saviano sbaglia, la cocaina è morte

Idee folli

Al Festival del Cinema di Venezia, lo scrittore Roberto Saviano ha rilasciato dichiarazioni folli. Il tema: legalizzazione della cocaina.

Secondo lo scrittore, come riportato dalla stampa nazionale: «La cocaina andrebbe legalizzata, solo così si bloccherebbero i pozzi di petrolio delle organizzazioni criminali. La legalizzazione trasformerebbe l’economia mondiale» .

Dura è stata la reazione della Federazione italiana delle Comunità terapeutiche, che puntualizzato:«Siamo spiazzati. Cosa legalizzeremo per combattere le mafie? È possibile che non si consideri mai l’aspetto educativo? Ma che messaggio diamo ai nostri ragazzi? Che sono meno importanti della pur fondamentale lotta al narcotraffico? Noi non ci stiamo».

La realtà sulla droga

Quando ho letto la dichiarazione di Saviano non mi sono stupito più di tanto. Già ho avuto modo di commentare le uscite poco condivisibili dello scrittore.

Mentre pensavo a come argomentare il mio dissenso mi sono tornati in mente i volti rinati dei ragazzi di San Patrignano, usciti dal tunnel della droga.

Quindi senza lanciarmi in arringhe intellettuali, che comunque troveranno spazio in questo blog nei prossimi giorni, voglio condividere queste storie.

Storie vere. Storie di speranza, che però iniziano nella palude delle droghe. Donne e uomini che, partendo dallo “spinello”, arrivano al consumo dell’eroina e delle droghe più pensanti. Ragazzi che sfiorano la morte.

Saviano si sbaglia: legalizzare la cocaina significa condannare a morte i nostri ragazzi, i nostri concittadini. Saviano si sbaglia. La droga non va legalizzata, va combattuta.

Eleonora e Greta smentiscono Saviano

“Credevo di avere un’adolescenza felice perché ero sempre sballata. Ho cominciato con le canne a 13 anni, poi le droghe sintetiche, la cocaina e l’eroina“. Eleonora è una donna di 31 anni. E’ entrata a San Patrignano a 29 anni. Da ragazzina prima e da adulta poi, ha pensato per troppo tempo di avere una vita normale.

Uno dei tanti inganni della droga è proprio questo: farti sembrare normale una vita che dipende totalmente dalle sostanze.

Nel caso di Eleonora, però, la droga non ha vinto sui suoi sogni di futuro. Ascolta e condividi la #sanpastoria di Eleonora.

Oppure la storia di Greta: “L’unico mio pensiero era farmi dalla mattina alla sera. Ho vissuto per strada come una barbona. L’8 marzo ero vicino a un ponte, la mia testa mi diceva basta, falla finita. Poi è arrivata la mia mamma…”.

Credo che queste storie, come le tante altre che è possibile ascoltare sul profilo youtube della Comunità di San Patrignano, rispondono in modo efficace alle folli dichiarazioni di Saviano.

Autore: Massimo Magliocchetti

Appassionato di bioetica, diritto e politica. Studio e scrivo per passione.

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