Nathanson: “Praticavo aborti, ora non più. Il nascituro è uno di noi”

Questo video merita di essere ascoltato. A parlare è il dr. Nathanson in una intervista condotta da un giovanissimo Bruno Vespa.

Nathanson è stato fondatore e leader del movimento abortista statunitense. Come riportato nel libro “Aborting America” (ed. Amici per la Vita, 2010), già nel 1974 aveva dichiarato di aver preso parte a più di 60.000 aborti. Poi la conversione, dopo un periodo di ricerca. Diventa così uno dei volti più influenti dei prolife americani. Da leader abortista a fondatore e leader di movimenti prolife: il motivo?

Nathanson: “Il bambino non ancora nato va protetto”

Nathanson racconta: “Ero il direttore della più importante clinica in cui si praticavano aborti nel mondo. Nel corso di quei due anni avevamo effettuato 65.000 interventi. In uno di questi interventi ho operato su uno dei miei figli“.

“Nel 1973 – racconta Nathanson – ho dato le dimissioni da questa clinica e sono diventato il direttore del reparto di Ostetricia in un’Ospedale Universitario della città di New York”.

“Nell’arco dei quattro anni successivi ho svolto studi sul feto ed è stato proprio in questo periodo di tempo che i dati scientifici mi hanno convinto che il bambino non ancora nato è un membro della comunità umana, completamente. E in quanto tale va protetto. Deve essere protetto ad ogni costo”, conclude Nathanson.

Nathanson intervistato da Bruno Vespa

Qui sotto il video dell’intervista.

Chi è Bernard Nathanson?

Bernard Nathanson nasce a New York il 31 luglio 1926. Si laurea alla Facoltà di medicina della McGrill University di Montreal nel 1949. Ottiene l’abilitazione alla pratica medica nello stato di New York nel 1952 e la certificazione in Ostetricia e Ginecologia nel 1960.

Nasce e cresce in una famiglia ebrea. Nel 1969 è tra i fondatori della National Association for Repeal of Abortion Laws, poi rinominata National Abortion Right Action League. Questo ente ha promosso la causa dell’aborto negli Stati Uniti, spingendo al suo riconoscimento legale e alla sua accettazione nella società.

Dopo aver rielaborato quanto fatto durante il suo “periodo abortista”, inizia un cammino di conversione e riflessione personale.

A metà degli anni Settanta, mentre approfondisce le sue conoscenze durante un periodo di ricerca, grazie alle nuove tecnologie dell’epoca, con l’uso degli ultrasuoni, rimane colpito nel vedere cosa c’è nel grembo materno.

Scoprendo i battiti del cuore del concepito al ventunesimo giorno di gestazione, i movimenti del feto, mette in discussione la sua militanza abortista.

Inizio un periodo di riflessione. produce un documentario, noto come “Il grido silenzioso“, che mostra come viene eliminato un feto di dodici settimane nel ventre materno. Il filmato sarà utilizzato dai movimenti prolife americani per testimoniare la cruda e drammatica verità sull’aborto. Nel 1996 si converte al cattolicesimo.

Autore: Massimo Magliocchetti

Appassionato di bioetica, diritto e politica. Studio e scrivo per passione.

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