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Bioetica o bioetiche? Modelli e principi a confronto

di Massimo Magliocchetti

Come sostiene questo video (clicca qui), secondo alcuni la bioetica in quanto tale non esiste. Nel senso che non esiste una sola bioetica ma differenti modelli bioetici di riferimento.

Secondo la ricostruzione tradizionale esistono quattro modelli. Cosa sostengono questi quattromodelli bioetici? Ho provato a sintetizzare i tratti salienti di ciascuno.

1. Il modello Socio-biologista

Il modello c.d. socio-biologista tiene conto dell’evoluzione dei valori morali, che non sono ben definiti a seconda del luogo, del tempo e delle circostanze. Il criterio di valore, quindi, è la cultura di un determinato paese di riferimento.

La cultura, tuttavia, si atteggia come valore relativo e mutevole. La società evolve producendo valori e norme, che sono mutevoli e funzionali al suo sviluppo. Uno strumento importante che contribuisce alla vita di questo modello è la rilevazione statistica, in grado di fotografare il livello culturale di riferimento.

2. Liberal-radicale

Il modello liberal-radicale si caratterizza per essere fondato sulla libertà, intesa come valore unico e assoluto. Secondo tale modello è moralmente lecito tutto ciò che l’uomo compie liberamente. È lecito ciò che è liberamente voluto, accettato e che non lede la libertà altrui (quando è rivendicabile).

In sostanza, la libertà diventa la norma, il metro di giudizio dell’agire umano. Al centro c’è la libertà, come elemento principe e sovrano da cui tutto dipende. La morale non si può fondare né sui fatti né sui valori oggettivi e trascendenti, ma solo sulla scelta “autonoma” del soggetto.

3. Pragmatico-utilitarista

Il modello pragmatico-utilitarista fonda le radici nella filosofia utilitarista. Secondo questo modello «è buono ciò che è utile», non esclusivamente per un soggetto ma anche per la collettività. Questa impostazione bioetica, quindi, tende a eliminare le fragilità. Secondo il modello pragmatico-utilitarista è impossibile giungere a verità universali e a norme etiche valide per tutti. La valutazione dei criteri bioetici si basa sul rapporto tra danni e benefici.

Nell’ottica del calcolo pragmatico, dunque, nella valutazione di diversi aspetti si giunge ad una specie di compromesso, nell’intento di accontentare il più possibile tutti i soggetti interessati in una questione bioetica.  

4. Personalismo ontologico

Il modello del personalismo ontologico è soprattutto una proposta antropologica. Questo modello fa riferimento alla persona, nella sua accezione filosofica, che presuppone una vita fisica dell’individuo. Il personalismo ontologico ha quattro corollari:

  1.  Il principio di difesa della vita fisica: la vita corporea è il mezzo attraverso il quale la persona umana si realizza. Dunque attraverso il riconoscimento del valore della vita fisica come fondamentale si arriva al riconoscimento del diritto alla vita come indisponibile. Segue la tutela della salute. Tuttavia, tali valori sono ordinati in un ordine gerarchico, secondo il quale il valore della vita è il primo e il presupposto di tutti gli altri.
  2.  Il principio di libertà e responsabilità: la libertà è un valore bioetico che, però, deve essere letto e applicato come inscindibile dalla responsabilità. Rispetto al modello liberal-radicale, che assume la libertà come valore assoluto, il modello del personalismo riconosce la libertà come strumento di responsabilità per sé stessi e verso gli altri.
  3. Il principio di totalità o principio terapeutico: questo corollario presuppone che ogni atto medico nei confronti della corporeità dell’uomo diviene moralmente lecito nella misura in cui salvaguarda l’intero organismo della persona. Diviene quindi possibile sacrificare una parte dell’organismo a vantaggio della vita dell’organismo nel suo insieme.
  4. Solidarietà e sussidiarietà: l’ultimo corollario muove dal fatto che l’essere umano è un essere relazionale. L’uomo è relazione. Dunque, ognuno è onerato dell’impegno di costruire un bene comune (solidarietà). Quindi, nella relazione, ogni essere umano deve provvedere alla tutela della propria vita e a quella dei consociati: laddove non arriva il singolo deve arrivare la società nelle sue varie ramificazioni e strutture (sussidiarietà).

Quelli finora delineati sono i più importanti modelli bioetici teorizzati dalla nascita della riflessione bioetica.

Ma non sono tutti, dunque per approfondire si consiglia: E. Sgreccia, Manuale di bioetica, Vol. I: Fondamenti ed etica biomedica, Milano, ultima ed.; H.T. Hengelhardt, Manuale di bioetica, 1999; T. L. Beauchamp – J.F. Childress, Principles of biomedical ethics, New York, 1994.  

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