Boldrini apre all’utero in affitto

Laura Boldrini apre all’utero in affitto. Io chiuderei alla Boldrini. 
In questi giorni ha fatto molto discutere l’ultima apertura della presidente della Camera, Laura Boldrini, che in un’intervista a Repubblica TV ha dichiarato: “la maternità surrogata e’ un tema delicato. Esistono situazioni diverse, questa pratica viene esercitata sia da coppie italiane eterosessuali che coppie italiane omosessuali che vanno all’estero. Poi tornano in Italia e non c’e’ una regolamentazione. Ci va bene cosi? Vogliamo mettere la testa sotto la sabbia? Se una cosa esiste nella realtà’ bisogna regolarla anziché’ lasciarla alla libera gestione dell’individuo”.

Peccato che alla presidente della Camera sfugga un particolare non da poco. In Italia la maternità surrogata – cioè l’utero in affitto – è vietata e perseguita penalmente. Infatti è proprio la legge 40/2004 che all’articolo 12 prevede che chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro. Inoltre, sono note le forme di sfruttamento che si celano dietro questa pratica barbara.

La maternità surrogata è la schiavitù del terzo millennio. E’ indecoroso che la terza carica dello Stato auspichi che sia regolamentata aprendo, di fatto, alla possibilità di introdurla nel nostro ordinamento.

Massimo Magliocchetti

I Cav in Italia: dopo quarant’anni oltre 190.000 bambini aiutati a nascere

«Ti garantisco che tra dieci anni grazie ai radicali e ai laici non sentirai più parlare del dramma dell’aborto». Così Marco Pannella, storico leader dei Radicali, rispondeva a Carlo Casini in un dibattito sul referendum sull’aborto che in quegli anni stava per essere votato[1]. Era l’autunno del 1980 e durante la trasmissione «Ping-pong», diretta da Bruno Vespa, si alternavano le ragioni riguardo le richieste di referendum sull’aborto proposte dai Radicali, da una parte, e dal Movimento per la Vita, dall’altra. Dopo quarant’anni il tema dell’aborto non è scomparso, anzi. Ancor prima della legge sull’aborto del 1978, l’intuizione dei Centri di Aiuto alla Vita (Cav) aveva compreso la necessità di offrire riposte concrete ad una domanda allora, come oggi, attuale: come far fronte ad una gravidanza difficile o indesiderata? Continua a leggere “I Cav in Italia: dopo quarant’anni oltre 190.000 bambini aiutati a nascere”

Radicali all’attacco su obiezione di coscienza: i dati li smentiscono

In occasione della polemica sollevata dai Radicali riguardo la mancata presentazione secondo i termini di legge della Relazione ministeriale sull’attuazione della L.194 in tema di aborto, non è mancata la solita criminalizzazione dei medici obiettori di coscienza. Una storia già vista che continua da quarant’anni, ma che nell’ultimo periodo si sta facendo sempre più accesa e vigorosa.

Il fatto. Il Ministro Lorenzin non presenta la relazione in tempo. – A norma dell’art. 16 della L. 194/78 entro il mese di febbraio il Ministro della Sanità presenta al Parlamento una relazione sull’attuazione della legge e dei suoi effetti, anche in riferimento al problema della prevenzione.

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