Utero in affitto, Gigli: «urgente legge per fermare mercato delle donne»

«La sentenza odierna della Cassazione rende ancor più urgente un intervento legislativo per perseguire il reato di surrogazione della maternità commesso da cittadino italiano all’estero, anche se la pratica è legale nel Paese estero». È quanto dichiarato in una nota stampa Gian Luigi Gigli, deputato e presidente del Movimento per la Vita italiano, riguardo l’assoluzione definitiva di una coppia napoletana che aveva posto in essere la pratica dell’utero in affitto per avere un bambino in Ucraina. La quinta sezione penale ha confermato il verdetto assolutorio del Gip di Napoli dello scorso luglio, aprendo così un precedente capace di influenzare tanto l’opinione pubblica quanto la politica. Non tutta. Infatti, già la scorsa settimana, l’On. Gigli ha presentato una proposta di legge che chiede di «mettere fine a quello che sempre più si configura come un indegno mercato sulla pelle delle donne». Continua a leggere “Utero in affitto, Gigli: «urgente legge per fermare mercato delle donne»”

Eutanasia, Gandolfini: “Non esiste diritto a morire”

“Non esiste un diritto a morire”: così Massimo Gandolfini, portavoce del Comitato difendiamo i nostri figli e leader del Family Day, risponde a un’intervista sul tema eutanasia apparsa su La Stampa[1]. Tra i temi affrontati l’accanimento terapeutico e il rapporto medico paziente.

L’eutanasia arriva alla Camera.Il 3 marzo 2016 sono stati incardinati, presso le commissioni Giustizia e Affari Sociali della Camera dei Deputati, quattro disegni di legge sull’eutanasia: tre di iniziativa parlamentare e uno di iniziativa popolare promosso dall’Associazione Luca Coscioni. La notizia, accolta con soddisfazioni dai radicali, ha riportato il dibattito, anche se non ancora in modo rilevante, sui problemi del fine vita rilevando una forte presa di posizione del mondo cattolico e conservatore.

Gandolfini: “Non esiste diritto a morire”. – Chiare e inequivocabili sono state le parole di Massimo Gandolfini, apparse sul quotidiano La Stampa. Dopo aver ribadito come non esista un diritto a morire tutelato direttamente dallo stato, aggiunge: “lo stato non può garantire ogni desiderio del paziente”. Il leader del Family Day e Portavoce del Comitato difendiamo i nostri figli ha aggiunto: “C’è anche il bene –vita da tutelare. E non è un bene materiale che il soggetto ha nella propria disponibilità”.

No accanimento terapeutico, no eutanasia. – Rigettando ogni possibilità di accanimento terapeutico, Gandolfini ha ricordato che l’interruzione delle cure e la sospensione della terapia è una “scelta legittima” che, però, non esclude l’accompagnamento del paziente che il medico è tenuto, per sua stessa natura, a perseguire. Mette in guardia, allo stesso tempo, dalle dichiarazioni anticipate di trattamento vincolanti per il medico: “diventerebbe una prescrizione e una rigidità del genere fa venir meno l’asimmetricità del rapporto medico – paziente”.

Massimo Magliocchetti
@MagliocchettiM

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[1] Fra. Mae.,“Non esiste il diritto di morire. La nuova crociata di Gandolfini”, La Stampa, 9 marzo 2016, p. 13

Messi, il rigore e la giustizia

Pur non essendo un appassionato di calcio, tanto da seguirlo integralmente come alcuni miei amici fanno, rimango affascinato dalle abilità che alcuni calciatori mostrano in campo. Tra questi, le giocate del fenomeno Leo Messi mi hanno sempre divertito e, alle volte, lasciato sbalordito. Tuttavia, quanto è accaduto domenica 14 febbraio nella partita tra il Barcellona e il Celta Vigo, inaspettatamente, ha stimolato in me una riflessione: è proprio vero che ciò che è lecito non è detto che sia giusto.

Il rigore di seconda. – Sul punteggio di 3 – 1 per il Barcellona, Messi batte un rigore di seconda lasciando al compagno Suarez la realizzazione del goal così da totalizzare una tripletta. Per intendersi, non ha calciato direttamente il pallone in porta come solitamente siamo abituati a vedere, ma ha calciato il pallone in direzione del compagno che, dopo aver raggiunto il pallone, ha tirato in porta. Di per sé il rigore è stato tirato nel pieno delle regole, anche se in modo inusuale. Quindi, formalmente il gesto tecnico era lecito, previsto dal regolamento. Pur essendo lecito, è stato giusto? Ha rispettato e perseguito i canoni di giustizia?

Regolare ma ingiusto – È chiaro che le dissertazioni sulla giustizia meritano ben più profondi esempi. Tuttavia, proprio perché noi giuristi – o aspiranti tali – tante volte è come se fossimo “fuori dal mondo” e incapaci di rendere semplice ciò che alla fine dei conti lo è per natura, trovo utile partire da questo esempio, potenzialmente alla portata di tutti. Tra i banchi dell’università, circa quattro anni fa, mi è stato insegnato che la giustizia è dare a ciascuno il suo. Ho sempre trovato questa forma insuperabile perché capace di condensare una moltitudine di aspetti e variabili.

Ora, alla luce di tale definizione, meritava il portiere del Celta Vigo una così forte umiliazione? Tanto più su un punteggio in difetto di due goal? Probabilmente no. Per carità, il gesto tecnico era lecito. Ma è stato giusto?

Massimo Magliocchetti

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