Il biotestamento è legge: quale reazione dal mondo prolife?

«Riconosciamo che sul terreno politico abbiamo perduto: non è questo un segno che abbiamo fatto male; è solo il segno che non avevamo la forza o arte pari a guadagnarci la vittoria. Ma è vile chi è convinto delle proprie idee e abbandona il campo per debolezza o mancanza di fiducia. Bastano i pochi che abbiano fiducia, pazienza e costanza; anzitutto la fiducia». Così scriveva Luigi Sturzo il 18 gennaio 1926 durante il suo esilio. Parole che oggi tornano attuali se pensiamo al fatto che, nonostante tutti gli sforzi possibili, fuori e dentro i palazzi delle istituzioni, quella che il Movimento per la Vita (Mpv) ha bollato da subito come proposta di legge «ingiusta e pericolosa» oggi è legge dello Stato: il biotestamento, ossia l’«eutanasia all’italiana».

I numeri in Parlamento: eclissi della ragione. – Licenziata alla Camera dei Deputati il 20 aprile 2017 con 326 voti favorevoli, 37 voti contrari e 4 astenuti, la legge sul biotestamento al Senato è passata con 180 voti a favore, 71 contrari e 6 astensioni il 14 dicembre dello stesso anno. Continua a leggere

Biotestamento: con le Dat si introduce l’eutanasia in Italia

Una delle dichiarazioni che in questi giorni si sente ripetere con più frequenza è che la legge sul biotestamento non introduce l’eutanasia in Italia. Niente di più falso. Infatti è proprio in virtù di questa ipotesi che il fronte contrario alla legge si sta mobilitando per fermare quello che secondo alcuni è un cavallo di Troia per l’eutanasia in Italia.

Cosa dice la legge. – Per capire appieno le motivazioni che spingono i contrari alla legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento a denunciare il “rischio eutanasia” è bene rifarsi al testo che attualmente è al vaglio del Senato. Ai sensi dell’art. 1, quinto comma, si prevede che «ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, con le stesse forme di cui al comma 4, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso». Più avanti si specifica che «ai fini della presente legge, sono considerati trattamenti sanitari la nutrizione artificiale e l’idratazione artificiale, in quanto somministrazione, su prescrizione medica, di nutrienti mediante dispositivi medici». In altre parole, la nutrizione e l’alimentazioni assistite (Nia), attraverso lo strumento normativo, vengono indicate come terapie e non come cure, o meglio sostegni minimi vitali quali sono.

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The Lancet: nel mondo 56 milioni di aborti ogni anno

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) stima 56 milioni di aborti ogni anno, in aumento di 6 milioni rispetto ai dati rilevati negli ultimi decenni del novecento. Un genocidio silenzioso che non indigna i sacerdoti del politicamente corretto. È questo il triste bilancio diffuso dal periodico “The Lancet”[1].Ragionare su questi numeri disarmanti è fondamentale per comprendere appieno la situazione che, in proporzione, viviamo in Italia.

Lo studio: 56 milioni di aborti ogni anno. – L’Oms e il Guttmacher Institute statunitense hanno condotto una ricerca sul numero degli aborti nel mondo dalla quale emergono dati impressionanti. Nello studio pubblicato su “Lancet”, autorevole e prestigiosa rivista scientifica di ambito medico, viene registrato che tra il 2010 e il 2014 sarebbero circa 56 milioni i casi di interruzione di gravidanza ogni anno, una cifra che secondo le proiezioni si stima drammaticamente in crescita. Infatti, a differenza del periodo tra il 1990 e il 1994 è stato registrato un incremento di circa sei milioni di aborti a livello mondiale. Un numero veramente pazzesco equivalente a quasi dieci volte l’Olocausto, circa quanto la popolazione dell’intera Inghilterra. Per rendere ancora meglio la drammaticità di questi dati basta applicare una semplice operazione matematica: 56 milioni di aborti ogni anno, significa 153.424 interruzioni di gravidanza praticate ogni giorno, 6.392 ogni ora e 106 al minuto. Un genocidio silenzioso che difficilmente indigna le manifestazioni o fiaccolate del politicamente corretto. Continua a leggere