La ragione conferma la sacralità della vita

Definire “sacra” la vita è una affermazione di fede? No, possiamo arrivare alla stessa conclusione usando la ragione. Ecco come…

Vita - feto

Il secondo paragrafo dell’Evangelium Vitae[1] ha come tema di fondo il valore incomparabile della vita umana. Le parole di Papa Wojtyła, anche in questo caso, hanno un significato ed un peso specifico. Infatti, può essere definito incomparabile ciò che per sua natura non ammette paragoni e, proprio in virtù della sua «grandezza e preziosità[2]», si presenta come «unico[3]». Quanto scritto in questo breve ma intenso paragrafo può sembrare il risultato di speculazioni filosofiche tipicamente ed esclusivamente attinenti alla filosofia cattolica, oltre che alla teologia cristiana. E invece no. Solo con l’uso della ragione, senza arricchire la nostra riflessione con la religione, arriveremo a definire sacra e inviolabile la vita umana. Continua a leggere “La ragione conferma la sacralità della vita”

La nascita di una nuova vita è sempre una gioia

Un commento all’introduzione dell’Enciclica Evangelium Vitae di San Giovanni Paolo II. La nascita di una vita è sempre una gioia, ma nella moderna società vi sono tre situazioni sociali e culturali che la ostacolano.

 

Giovanni Paolo IIIl 25 marzo del 1995 l’allora Pontefice Giovanni Paolo II, oggi Santo, nel suo diciottesimo anno di pontificato, decide di pubblicare un’enciclica che abbia come tema centrale quello della vita. Proprio per questo suo contributo magisteriale, oltre che per i numerosi interventi pubblici sul tema, viene ricordato come il “Papa della Vita”. L’enciclica in questione è, appunto, l’Evangelium Vitæ, Il Vangelo della Vita”.

Attualità e profezia di un’enciclica. Questo prezioso contributo, studiato ed apprezzato da molti, non può non essere conosciuto da coloro i quali sono impegnati nella difesa e nella promozione della vita. Può sembrare strano che nel 2015 ciò che è stato scritto vent’anni prima rimanga ancora attuale. È proprio il caso di dirlo: l’Evangelium Vitæ è una enciclica profetica, vera ed attuale.

Ogni nuova nascita è una gioia. Ogni opera del magistero dei pontefici, come di consueto, si apre con una breve introduzione che presenta il tema trattato. Non è difficile individuare il messaggio che il Papa intende lanciare: ogni nuova nascita è una gioia. A ben vedere, la parola “gioia” si ripete ben quattro volte in poche righe, sempre accostata all’evento della nascita. Giovanni Paolo II, infatti, porta l’attenzione del lettore all’evento della nascita di Gesù Cristo ricordando come questo fatto storico, ancor prima che religioso, abbia portato grande gioia ad un intero popolo. Ma perché il Santo Padre ci parla proprio del Natale all’inizio di una enciclica sul tema della vita? La risposta è molto semplice: «nel Natale è svelato anche il senso pieno di ogni nascita umana, e la gioia messianica appare così fondamento e compimento della gioia per ogni bimbo che nasce» (EV n.1).

La denatalità: una questione sociale. Eppure oggi sembra che questo sentimento di gioia sia con forza soffocato da una serie di situazioni sociali e culturali. Analizziamole.

IndividualismoPrimo fra tutte vi è l’individualismo, il cui messaggio può essere riassunto nell’aforisma “ognuno è sufficiente a se stesso, esisto io e solo io”. Questa miope cultura ha come conseguenza quella di sterilizzare tutte le relazioni, ossia tutti quei momenti in cui un soggetto entra in contatto con un “altro”. L’ipotesi che possa nascere una nuova vita diventa un ostacolo alla realizzazione dei propri obiettivi e interessi: sebbene il problema sia più complesso, in linea di massima possiamo dire che si cerca di eliminare alla radice il problema con l’aborto.

crisi-economicaVi è poi l’aspetto economico. Su questo punto è doveroso fare alcune precisazioni e sfatare luoghi comuni. Sebbene sia vero che accogliere una nuova vita comporta dei costi e che, spesso, chi deve accoglierla può versare in condizioni economiche negative, non si può in alcun modo addurre questa motivazione per legittimare l’uccisione di una vita nascente. Ma, visto che non viviamo nel platonico mondo delle idee bensì nella vita concreta, sorge una domanda altrettanto concreta: come risolvere il problema dell’indigenza economica davanti alla nascita di una nuova vita?

Ecco, la soluzione sono proprio i Centri di Aiuto alla Vita. Proprio perché la vita umana è troppo preziosa per essere “scartata”, i Cav aiutano le donne e le loro famiglie dal punto di vista economico, oltre che morale. Inoltre, grazie al Movimento per la Vita nel 1994 è nato il “Progetto Gemma”, un servizio per l’adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà, tentate di non accogliere il proprio bambino. Attraverso questo servizio, con un contributo minimo mensile di centosessanta euro, si può adottare per diciotto mesi una mamma e il suo bambino. Insomma, una risposta concreta ad un problema concreto.

denatalità - culla vuotaInfine, come terzo aspetto, vi è la mancanza di politiche familiari capaci di favorire la maternità e la paternità. In Italia, ormai da troppo tempo, questa carenza ha generato un tasso di fecondità che, secondo i dati riportati dalle Nazioni Unite, è pari a 1.38, molto al di sotto della soglia di 2.1 che permette la costanza della popolazione.

Serve un cambio di paradigma. Non si può in alcun modo lasciare che il termine “gioia” venga tradotto in “problema”. La nascita di una nuova vita non può diventare un problema, un ostacolo da superare, un muro da abbattere a qualsiasi costo. Con questa cultura dello scarto, figlia dell’individualismo e di ideologie travestite da verità, la vita perde la sua sacralità, anche nella concezione più laica del termine; perde la sua importanza, la sua inviolabilità, la sua indisponibilità.

Ecco, l’Evangelium Vitae già vent’anni fa decide di mettere alla base del suo messaggio, non solo cristiano ma anche sociale, l’idea che la nascita di una nuova vita, come quella di Gesù Cristo, è fonte inesauribile di gioia.

(Pubblicato in http://www.cavromatalenti.it – Rubrica “Pillole di Evangelium Vitae”, Commento all’introduzione – il 30-03-2015)

Massimo Magliocchetti

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Card. Ruini al Cav Roma Talenti: “Siate testimoni per la Vita!”

Una meravigliosa intervista rilasciata dal Card Ruini al Cav Roma Talenti. Tanti i temi trattati: dall’aborto all’eutanasia, dallo pseudo diritto al figlio alla disumana pratica dell’utero in affitto.

Intervista al Card. Ruini: prospettive per un rinnovato impegno prolife

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Oggi più che mai, in una società complessa e sempre più “liquida”, per usare le parole di Bauman, abbiamo bisogno di certezze e Verità. Ed è proprio che “la Verità ci renderà liberi”: questo il motto di S.Em. Card. Camillo Ruini, Vicario Generale Emerito di Sua Santità per la Diocesi di Roma,da sempre in prima linea per la difesa dei temi etici, il quale ha rilasciato una meravigliosa intervista al Cav Roma Talenti proponendo ai volontari e ai lettori preziose prospettive per una concreta difesa della vita umana, in tutte le sue dimensioni. Dalla cultura dello scarto alla prevenzione all’aborto, dal presunto diritto al figlio ai problemi del fine vita, passando per la «anti-umana» pratica dell’utero in affitto.

D- Eminenza, la vita umana in questo momento storico-culturale è seriamente minacciata, la cultura dello scarto sembra prevalere. In una società sempre più secolarizzata e permeata dal relativismo, quali, secondo Lei, dovrebbero essere gli strumenti mediante i quali il mondo pro-life dovrebbe proporre la cultura della vita? Continua a leggere “Card. Ruini al Cav Roma Talenti: “Siate testimoni per la Vita!””

Cenerentola Innamorata: Masini canta la cultura della vita

Si sa, spesso le canzoni raccontano storie vere, altre volte solo di fantasia, altre volte ancora semplicemente storie dove ognuno di noi può ritrovarsi. Il famoso brano di Marco Masini, “Cenerentola Innamorata”, scritto nel 1991, racconta la storia di una ragazza e della sua gravidanza inaspettata, ponendo l’attenzione su due grandi verità: la prima, molto triste, quella dell’abbandono del ragazzo che evirato dalla paura lascia sola la donna scappando; la seconda, ancor più vera, è che la forza della compassione e del sentirsi amata da qualcuno diventano due soluzioni concrete ai grandi problemi della vita. Continua a leggere “Cenerentola Innamorata: Masini canta la cultura della vita”

“Essere o non essere (Charlie), è questo il problema”

La libertà di espressione è senza dubbio uno dei valori fondamentali delle moderne società democratiche, tanto da essere stata definita dalla Corte Costituzionale “pietra angolare [1]” di ogni sistema democratico. Come ogni libertà ha per sua natura un limite oggettivo: deve ridimensionarsi per garantire l’esercizio di altre libertà costituzionalmente protette come, ad esempio, la libertà religiosa. Continua a leggere ““Essere o non essere (Charlie), è questo il problema””

Puniti perché fedeli alla Verità

Un’analisi sulle persecuzioni dei cristiani nel mondo

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La persecuzione dei cristiani nel mondo è sempre stata una realtà complessa e continua, anche se, negli ultimi anni, ha subìto uno spaventoso incremento. Una piaga che troppo spesso viene taciuta, insabbiata, banalizzata. Per alcuni è una semplice variabile sociale, per altri, invece, non è una novità: bensì una triste verità. Continua a leggere “Puniti perché fedeli alla Verità”

RU 486: l’aborto fai-da-te

RU 486: L’ABORTO FAI-DA-TE

Oggi è possibile anche in Day-Hospital: come banalizzare una realtà molto seria

Il Presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, il 25 marzo 2014 ha firmato una delibera regionale che prevede la somministrazione della pillola abortiva RU 486 anche in day-hospital, senza prevedere l’obbligo di ricovero ordinario di tre giorni. Cosa cambia rispetto alla precedente disciplina? Quali conseguenze comporta questa decisione? Analizziamole insieme. Continua a leggere “RU 486: l’aborto fai-da-te”

Evangelii Gaugdium: quattro chiavi di lettura per il Bene Comune e l’impegno sociale

La prima Esortazione Apostolica di Papa Francesco, Evangelii Gaudium, offre a noi giovani numerosi spunti di riflessione per poter agire nel quadro politico e sociale in modo tale che “nulla rimanga come prima”. Appare come un documento programmatico che, per quanto riguarda l’impegno per il bene comune e la pace sociale (cfr. n.217-237), poggia su quattro assiomi fondamentali che costituiscono l’insegnamento originale frutto della sua esperienza da gesuita. Per noi sono molto preziosi. Ognuno di questi può animare il nostro impegno nel sociale. Vediamoli insieme.

Il tempo è superiore allo spazio. «Questo principio permette di lavorare a lunga scadenza con pazienza, senza l’ossessione dei risultati immediati» (n.223). L’obiettivo del nostro agire politico, nelle sue varie forme, deve essere quello di innescare processi sociali basati sulla ragione e vocati al perseguimento del bene comune. Ciò risulta ostacolato continuamente dalla cultura nichilista e relativista. Partendo dal consiglio del Santo Padre dobbiamo avere perseveranza nello spenderci nel dialogo, basato sulla ragione, volto a demolire questa cultura che, pur non essendo salda nei suoi principi, è sorprendentemente radicata nella società moderna. L’antidoto al nichilismo e al relativismo è un uso coscienzioso della ragione e la testimonianza della Speranza. Ma perché proprio l’uso della ragione se ciò che ci guida è la Fede? Utilizzare la Fede come chiave del dialogo potrebbe diventare controproducente per via di alcuni pregiudizi e lesivo della sensibilità del nostro interlocutore, la ragione, invece, essendo insita in tutti gli uomini, diventa il passepartout  per entrare in dialogo con tutti. Inoltre, «la fede non ha paura della ragione; al contrario, la cerca e ha fiducia in essa, perché “la luce della ragione e quella della fede provengono ambedue da Dio”, e non possono contraddirsi tra loro» (n.242). Fondamentale è l’approccio. In questo modo i processi che innescheremo saranno mirabilmente aiutati dal tempo che «ordina gli spazi, li illumina e li trasforma in anelli di una catena in costante crescita, senza retromarce» (n. 223).

L’unità prevale sul conflitto. In questo nostro impegno troveremo inevitabilmente ostacoli e conflitti. Il conflitto « non può essere ignorato o dissimulato», bensì sopportato, risolto, trasformato «in un anello di collegamento di un nuovo processo» (n.227). Il Santo Padre ci invita a non rassegnarci di fronte agli impedimenti che troviamo durante il nostro agire politico, nelle sue varie forme, per il bene comune e la pace sociale. Il dialogo sociale va intrapreso con fervente coraggio e coesione. L’obiettivo è riportare alla base quei principi non negoziabili che sono radicati nell’essere umano e appartengono alla legge morale, la quale è «conforme alla natura, la si trova in tutti gli uomini, è immutabile ed eterna […] nessuno ha poi la possibilità di abrogarla completamente» (Cicerone, De Rep. III, 22,33).

La realtà è più importante dell’ idea. Con una formidabile chiosa il Pontefice afferma: «La realtà semplicemente è, l’idea si elabora» (n.231). Le idee diventano strumenti per cogliere, comprendere e dirigere quella che è la realtà. La realtà illuminata dal ragionamento, e quindi dalla ragione, è ciò che coinvolge l’uomo nel perseguimento di un obiettivo comune. Eliminando la realtà, tuttavia, si rischia di cadere nel sofisma e nell’ideologia: necessario diventa combattere fino in fondo le ideologie. Queste tendono a decostruire e ricostruire nuovamente la realtà secondo le proprie necessità propagandistiche.

Il tutto è superiore alla parte. Papa Francesco opera una metafora che vale più di mille parole: «Il modello è il poliedro, che riflette la confluenza di tutte le parzialità che in esso mantengono la loro originalità. Sia l’azione pastorale sia l’azione politica cercano di raccogliere in tale poliedro il meglio di ciascuno» (n.236). L’invito del Santo Padre è quello di cogliere la ricchezza che si trova nelle differenze, ma allo stesso tempo allargare lo sguardo all’unità che queste differenze costituiscono, al fine di riconoscere un bene più grande che porterà benefici a tutti: l’impegno individuale per il bene comune. Come perseguirlo concretamente? Il 16 Settembre 2013, in un’omelia mattutina a Santa Marta, il Pontefice ha dichiarato che «un buon cattolico si immischia in politica», divenendo strumento di servizio per la pace sociale e operando la più alta forma di carità da condividere con gli altri. Il termine “politica” è da intendersi come la presenza del fedele laico in campo sociale, caratterizzata dal servizio, segno ed espressione della carità, che si manifesta nella vita familiare, culturale, lavorativa, economica e soprattutto politica secondo alcuni profili specifici (cfr. Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n.551).

Papa Francesco, in linea con i forti messaggi che ha consegnato ai giovani nel suo primo anno di pontificato, condensati maggiormente nella veglia della GMG di Rio 2013, ci esorta con vigore a “non rimanere spettatori passivi e lamentosi della vita” ma ad agire, a “non metterci nella coda della storia” ma esserne parte attiva e integrante, a non “guardare dal balcone la vita che passa” ma « emettere opinioni su tutto ciò che riguarda la vita delle persone, dal momento che il compito dell’evangelizzazione», come quello dell’agire politico, «implica ed esige una promozione integrale di ogni essere umano. Non si può più affermare che la religione deve limitarsi all’ambito privato e che esiste solo per preparare le anime per il cielo» (EV n.182).

Ora, abbiamo tutte le carte per vincere la partita, sei pronto a fare la prima mossa?

Massimo Magliocchetti

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