Lettera aperta a Claudio Cerasa: una autentica ‘cultura della vita’ presuppone i diritti del concepito

Gentile Direttore,

con molta attenzione ho letto il “Botta e risposta” tra Lei e la Deputata On. Di Salvo, specialmente alla necessità di ribadire con vigore una cultura della vita che sappia arginare la “peste bianca”, termine con cui Lei ha efficacemente apostrofato la crisi demografica che attanaglia il nostro Paese.

È vero: senza figli l’Italia non ha futuro. Tuttavia mi permetto di far notare un aspetto che finora è stato più volte taciuto. Pur parlando di “cultura della vita”, sia nella proposta dell’On. Di Salvo che nella sua pregevole risposta, non compare alcun riferimento al diritto alla vita dell’concepito, primo e indispensabile presupposto culturale e legislativo per ogni altro diritto.

Nella crisi demografica di cui sopra, oltre alle problematiche economiche e sociali, pesano gli oltre sei milioni di aborti registrati dal Ministero della Salute dall’approvazione della L. 194, cui vanno sommati quelli “sommersi” effettuati con le pillole erroneamente dette “contraccezione d’emergenza” in quanto abortivi precoci. Dati confermati, tra i tanti, dall’autorevole osservazione demografica del prof. Gian Carlo Blangiardo, intervenuto alla conferenza stampa del Movimento per la Vita durante la presentazione del dossier sull’attività dei Centri di Aiuto alla Vita (Cav) in Italia.

Il suo invito a “fare presto, fate figli” è lodevole. Spesso le madri, o le loro famiglie, davanti una gravidanza inattesa o difficile credono di non avere alternative se non quella della disperazione che le porta a interrompere la vita del figlio che dal momento della fecondazione cresce gradualmente nel loro grembo. Accogliere queste donne affinché accolgano il loro bambino è una giusta e credibile alternativa all’aborto, promossa nei 349 Cav d’Italia. Lo prevede addirittura la stessa L. 194. E’ la sfida delle sfide, strettamente collegata al problema demografico. È un punto di partenza da accompagnare a interventi strutturali di più ampio respiro politico. Se mancasse, tuttavia, sarebbe un grande problema: oltre a non dare la possibilità a queste mamme di scegliere la vita, non riusciremmo neanche a promuovere una autentica cultura della vita.

Massimo Magliocchetti
Responsabile giovani Roma Movimento per la Vita

Gigli al Quarenghi 2016: «dobbiamo essere testimoni credibili al servizio della vita»

 

Durante il question time conclusivo del 33° Life Happening del seminario “V. Quarenghi” è intervenuto l’On. Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita. Le domande poste dai giovani partecipanti si sono incentrate sul “come diventare un supereroe per la vita”, tema cornice dell’intero seminario dal titolo “A.A.A. eroi cercasi: giù la maschera ai falsi miti”.

Gigli - question time 1
On. Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita italiano

«Per un mondo più giusto c’è bisogno della pazienza e del sacrificio di ognuno», ha commentato Gigli la domanda su quale fosse il metodo per affrontare il volontariato a servizio della vita nascente. «Noi non lavoriamo per la legalità ma per la giustizia maggiore, cioè cercare di dare il suo a chi non ha la forza e il potere per pretenderlo ed esigerlo».

La discussione poi si è spostata sulla necessità di operare una rivoluzione culturale capace di essere propositiva e, allo stesso tempo, capace di entrare in contatto anche con coloro i quali non sono in linea con le idee e i principi caratteristici del Movimento per la Vita, al fine di poter intavolare un dialogo fecondo.

«Oggi è necessaria una resistenza capace di ridare speranza: voi giovani dovete essere i protagonisti», ha commentato Gigli. Allo stesso tempo «nella società odierna – ha puntualizzato Gigli – dobbiamo essere testimoni credibili: tanto dal lato culturale quanto per quello della testimonianza. Perché una cultura che non dà testimonianza non è credibile: deve essere questo il metodo con cui affrontare il volontariato prolife».

«Vi incoraggio: non disperdete le energie che sono emerse in questo Quarenghi», ha concluso.

Comunicato stampa 27 luglio 2016 – 33° Life Happening “V. Quarenghi”
– Ufficio stampa : Massimo MagliocchettiAndrea Tosini


Diario Quarenghi 2016 “A.A.A. Eroi cercasi: giù la maschera ai falsi miti”:

  • [Intervento di Giuseppe Anzani, magistrato ed editorialista di Avvenire, clicca qui]
  • [Intervento di Paolo Marchionni, bioeticista e vicepresidente di Scienza e Vita, clicca qui]
  • [Intervento di Giuseppe Grande, Vicepresidente MPV e Repsonsabile di SOS Vita, clicca qui]
  • [Intervento di Bruna Rigoni, Vicepresidente MPV, clicca qui]
  • [Intervento di Matteo Cioè, Responsabile Giovani Lazio, clicca qui]
  • [Intervento di Emanuele Petrilli, provobiro MPV italiano e Movit Firenze – Siena, clicca qui]
  • [Intervento di Cristina Forestiero, Insegnante Metodo Billings, e Raffaele Marmo, Movit Firenze – Siena,clicca qui]
  • [Intervento di Carlo Casini, Fondatore e Presidente onorario del Movimento per la Vita, clicca qui]
  • [Intervento dell’Equipe giovani del Movimento per la Vita italiano, clicca qui]
  • [Intervento di Nicola Galizia, giurista del Centro studi Livatino, clicca qui]
  • [Intervento di Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita, clicca qui]

Obiezione di coscienza: diritto fondamentale dell’uomo o disubbidienza civile?

Riflessioni a margine di luoghi comuni del tutto antidemocratici

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Nel dibattito culturale moderno vi sono tematiche divenute oramai veri e propri campi minati sui quali sono strategicamente nascoste posizioni equivoche. Al momento del confronto emergono per svuotare del loro significato parole che innescano una confusione, volutamente pianificata, al fine di disorientare l’opinione pubblica. Tra queste troviamo l’idea secondo la quale l’obiezione di coscienza sia mera disubbidienza civile, del tutto priva del connotato giuridico di diritto fondamentale dell’uomo. Continua a leggere “Obiezione di coscienza: diritto fondamentale dell’uomo o disubbidienza civile?”