La Corte di Cassazione specifica la differenza tra eutanasia e sedazione palliativa profonda

AbstractLa Sentenza della Corte di Cassazione, prima sezione penale, n. 26899/2018 offre al dibattito biogiuridico di fine vita una importante differenza tra la pratica eutanasica e la sedazione profonda che, invece, attiene all’ambito della palliazione. Nel commento che segue si intendono offrire criteri ermeneutici per chiarire la differenza specificata dai giudici di legittimità sul tema.

Sommario – 1. Il fatto – 2. La definizione di eutanasia secondo la Corte di Cassazione – 3. La sedazione profonda come atto palliativo non eutanasico. – 4. Un criterio ermeneutico per interpretare la L. 219/2017 sulle Dat in modo restrittivo. –– 5. Palliazione ed eubiosia: per una qualità della morte.

L’articolo è stato pubblicato su Giustizia, la Rivista telematica della Scuola Forense Vittorio Emanuele Orlando dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Per leggerlo clicca qui.

Il biotestamento è legge: quale reazione dal mondo prolife?

«Riconosciamo che sul terreno politico abbiamo perduto: non è questo un segno che abbiamo fatto male; è solo il segno che non avevamo la forza o arte pari a guadagnarci la vittoria. Ma è vile chi è convinto delle proprie idee e abbandona il campo per debolezza o mancanza di fiducia. Bastano i pochi che abbiano fiducia, pazienza e costanza; anzitutto la fiducia». Così scriveva Luigi Sturzo il 18 gennaio 1926 durante il suo esilio. Parole che oggi tornano attuali se pensiamo al fatto che, nonostante tutti gli sforzi possibili, fuori e dentro i palazzi delle istituzioni, quella che il Movimento per la Vita (Mpv) ha bollato da subito come proposta di legge «ingiusta e pericolosa» oggi è legge dello Stato: il biotestamento, ossia l’«eutanasia all’italiana».

I numeri in Parlamento: eclissi della ragione. – Licenziata alla Camera dei Deputati il 20 aprile 2017 con 326 voti favorevoli, 37 voti contrari e 4 astenuti, la legge sul biotestamento al Senato è passata con 180 voti a favore, 71 contrari e 6 astensioni il 14 dicembre dello stesso anno. Continua a leggere

Biotestamento: con le Dat si introduce l’eutanasia in Italia

Una delle dichiarazioni che in questi giorni si sente ripetere con più frequenza è che la legge sul biotestamento non introduce l’eutanasia in Italia. Niente di più falso. Infatti è proprio in virtù di questa ipotesi che il fronte contrario alla legge si sta mobilitando per fermare quello che secondo alcuni è un cavallo di Troia per l’eutanasia in Italia.

Cosa dice la legge. – Per capire appieno le motivazioni che spingono i contrari alla legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento a denunciare il “rischio eutanasia” è bene rifarsi al testo che attualmente è al vaglio del Senato. Ai sensi dell’art. 1, quinto comma, si prevede che «ogni persona capace di agire ha il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, con le stesse forme di cui al comma 4, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario indicato dal medico per la sua patologia o singoli atti del trattamento stesso». Più avanti si specifica che «ai fini della presente legge, sono considerati trattamenti sanitari la nutrizione artificiale e l’idratazione artificiale, in quanto somministrazione, su prescrizione medica, di nutrienti mediante dispositivi medici». In altre parole, la nutrizione e l’alimentazioni assistite (Nia), attraverso lo strumento normativo, vengono indicate come terapie e non come cure, o meglio sostegni minimi vitali quali sono.

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