Colombia, eutanasia per bambini di 6 anni

Dall’America latina arriva una notizia raccapricciante. Dai dati diffusi dall’agenzia BioEdge in Colombia emerge che ormai è possibile l’eutanasia, anche sui bambini di 6 anni.

La Colombia non ha una legge sull’eutanasia. Ma la decisione di aprire a questa pratica è stata promossa dalla Corte costituzionale che, fin dal dicembre del 2014, ha dichiarato che fosse in linea con l’ordinamento giuridico colombiano con la Sentencia T-970/14. Dopo tre anni, nel 2017 un’altra sentenza ha fatto breccia nel sistema giuridico colombiano. Con la sentenza T-544 la Corte ha ordinato al Dipartimento della salute e della protezione sociale di emanare regolamenti che “garantiscano il diritto alla morte degno di bambini e adolescenti“.

Fino a questo momento la classe medica d’oltreoceano era abbastanza riluttante ad applicare le pratiche eutanasiche, nonostante la corte costituzionale della Colombia si fosse già pronunciata a favore dell’eutanasia già nel 1997. Il motivo dell’astensione da pratiche eutanasiche era la legge che puniva gli «omicidi di pietà» con sei mesi o tre anni di reclusione.

A marzo dello scorso anno il Dipartimento per la salute e la protezione sociale ha emanato la Risoluzione n. 825 che autorizzava l’eutanasia per i bambini di età superiore a 6 anni. È scoppiata la polemica in tutto il Paese. Ma il Dipartimento ha spiegato che prima di quell’età i bambini non capiscono l’idea della propria morte.

Oggi i bambini di età compresa tra 7 e 12 anni possono accedere all’eutanasia con l’approvazione dei genitori. I bambini tra i 12 e i 14 anni possono accedervi anche se i loro genitori non sono d’accordo. Dopo i 14 anni, non è necessario il coinvolgimento dei genitori, a condizione che tutti i requisiti per l’eutanasia siano soddisfatti. Come gli adulti, il bambino deve avere una condizione inguaribile, avere un dolore ingestibile e la capacità mentale di acconsentire. «Fare questo per i bambini è un mondo completamente nuovo», ha dichiarato al Globe and Mail il Dr. Ricardo Luque Nunez, medico e bioeticista che è un consulente del Ministero della Sanità della Colombia e si occupa di osservare questo problema. Secondo il Dr Luque solo 38 persone hanno richiesto l’eutanasia attraverso il sistema sanitario nei quattro anni da quando è diventato legale. Non mancano le critiche degli attivisti pro eutanasia che vogliono spingersi oltre, prevedendo sistemi meno stringenti per accedere alla cd. “buona morte”.

Fonte: http://www.bioedge.org

La Corte di Cassazione specifica la differenza tra eutanasia e sedazione palliativa profonda

AbstractLa Sentenza della Corte di Cassazione, prima sezione penale, n. 26899/2018 offre al dibattito biogiuridico di fine vita una importante differenza tra la pratica eutanasica e la sedazione profonda che, invece, attiene all’ambito della palliazione. Nel commento che segue si intendono offrire criteri ermeneutici per chiarire la differenza specificata dai giudici di legittimità sul tema.

Sommario – 1. Il fatto – 2. La definizione di eutanasia secondo la Corte di Cassazione – 3. La sedazione profonda come atto palliativo non eutanasico. – 4. Un criterio ermeneutico per interpretare la L. 219/2017 sulle Dat in modo restrittivo. –– 5. Palliazione ed eubiosia: per una qualità della morte.

L’articolo è stato pubblicato su Giustizia, la Rivista telematica della Scuola Forense Vittorio Emanuele Orlando dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Per leggerlo clicca qui.

40° Giornata Vita: mobilitare le coscienze per promuovere la vita

Il 4 febbraio in tutta Italia il Popolo della Vita ha festeggiato la 40° Giornata per la Vita. Quest’anno l’importante anniversario ha avuto come titolo «Il Vangelo della vita, gioia per il mondo». Tanti i temi che sono stati messi al centro della giornata che si è articolata su due binari paralleli: riflessione e testimonianza. Read more