Dal Brasile arrivano le immagini del feto in 3D: è veramente uno di noi

Un vera e propria rivoluzione della scienza. Da oggi è possibile vedere il feto in 3D, grazie ad una tecnica che combina le immagini rilevate con la risonanza magnetica con le nuove tecnologie di realtà virtuale, grazie al visore Oculus Rift. Le immagini delle ecografie potrebbero lasciare spazio a quelle tridimensionali. Sarà quindi più facile interpretare le caratteristiche anatomiche e gli organi interni di colui che cresce nel ventre della madre, cioè uno di noi.

(Immagine in 3D di un feto di 26 settimane (fonte: Radiological Society of North America)

Un vera e propria rivoluzione della scienza. Da oggi è possibile vedere il feto in 3D, grazie ad una tecnica che combina le immagini rilevate con la risonanza magnetica con le nuove tecnologie di realtà virtuale, grazie al visore Oculus Rift. Le immagini delle ecografie potrebbero lasciare spazio a quelle tridimensionali. Sarà quindi più facile interpretare le caratteristiche anatomiche e gli organi interni di colui che cresce nel ventre della madre, cioè uno di noi.

Questa novità apre scenari medici e bioetici interessanti. È stata messa a punto e sperimentata nella Clinica di Diagnostica per Immagini di Rio de Janeiro e presentata al convegno della Società di Radiologia del Nord America.

«Poter vedere il feto in 3D in combinazione con tecnologie di realtà virtuale può migliorare la nostra comprensione delle strutture anatomiche del feto», ha dichiarato Heron Werner, uno degli autori della ricerca. La tecnologia potrà essere utilizzata per scopi medici e didattici. «L’esperienza è meravigliosa – ha puntualizzato Werner – e le immagini sono più nitide e chiare rispetto a quelle dell’ecografia e della risonanza magnetica».

Con il progredire della scienza è sempre più chiaro e inequivocabile che quanto cresce in modo continuato, coordinato e graduale nel ventre materno dal concepimento e tutto fuorché “un grumo di cellule”. È invece uno di noi.

Massimo Magliocchetti
@MagliocchettiM