Aiuto alla gravidanza: a Roma corso gratuito per volontari dei Centri Aiuto alla Vita

Partirà il 12 gennaio 2019 il IX° Corso di Formazione per operatori e volontari dei Centri di Aiuto alla Vita di Roma. Anche quest’anno la Federvita Lazio ha organizzato il consueto corso di formazione, rivolto a tutti gli uomini e donne di buona volontà che vogliono avvicinarsi al mondo della bioetica in modo concreto, al fine di apprendere gli strumenti di base per mettersi al servizio della gravidanza difficile o indesiderata.

Il corso si svolgerà presso la sede nazionale del Movimento per la Vita italiano (Lungotevere dei Vallati, 2 – 00186 Roma) il sabato mattina, dalle 9.30 alle 12.30 (Clicca qui per il programma). 

Una equipe di formatori di diverse discipline offriranno gratuitamente gli strumenti teorici e pratici per accogliere e sostenere le mamme che chiedono aiuto ai Cav Romani. Il Corso è curato da Maria Luisa Di Ubaldo, Coordinatrice dei Cav Romani, e Massimo Magliocchetti, Responsabile Giovani Roma Mpv.

Quest’anno al corso di formazione parteciperanno anche i volontari che già fanno servizio presso i Cav Romani, per aggiornare le loro conoscenze e condividere con i partecipanti buone pratiche ed esperienze.

Il Corso è gratuito. E’ necessario iscriversi scrivendo a federvitalazio@gmail.com o chiamando il 3388571871.

Per SCARICARE il volantino del Corso Cav 2019 CLICCA QUI.

Programma

1 – VOLONTARIATO PER LA VITA: DOPO 40 ANNI DI ATTIVITÀ – 12 GENNAIO 2019

  • Storia del Mpv e strategie prolife per il futuro.
    Marina Casini, Presidente nazionale Mpv
  • I Mpv e i Cav del Lazio: da 40 anni accanto alle mamme e alle famiglie.
    Roberto Bennati, Vicepresidente nazionale Mpv e Presidente Federvita Lazio
    Introduce e modera Maria Luisa Di Ubaldo, Segretaria Federvita Lazio e Coordinatrice Cav Roma
  1. CAV E GIOVANI PROLIFE: IL COORDINAMENTO SI CONFRONTA – 26 GENNAIO 2019
  • Tavola rotonda con presidenti Cav: quali aspettative dal corso per il nostro volontariato.
    Anna Spurio Consoli, Siena Francesca, Chiara Nardi, Daniela Ferrara, Silvana Scialpi, Francesca Puglisi
  • Concorso scolastico 2019: “Avrò cura di te. Il modello della maternità
    Presentazione del tema: Massimo Magliocchetti, Responsabile giovani Roma
    Testimonianze: Matteo CioèResponsabile Giovani Lazio e Davide RapinesiResponsabile giovani Viterbo: viaggio a Strasburgo 2019
  1. – IL FENOMENO ABORTO: STORIA E SVILUPPI IN ITALIA – 9 FEBBRAIO 2019
  • Come arriviamo alla L. 194/78: influenze straniere e dibattito italiano
    Massimo Magliocchetti, Giurista Bioeticista e Responsabile giovani Roma Mpv
  • Cosa dice la L. 194/78: problemi e falsi diritti
    Arturo Buongiovanni, Avvocato e membro Direttivo Federvita Lazio

– VOLONTARI H24 – 16 FEBBRAIO 2019

  • Sos Vita: volontari h24 e prevenzione burnout
    Michele Grano, Psicologo delle emergenze
  • La sindrome post abortiva
    Francesca Bennati, Psicoterapeuta della famiglia

5– COME COMUNICARE LA VITA NELLA DISPERAZIONE – 2 MARZO 2019

  • Il colloquio di dissuasione
    Isabella Nuboloni, Psicolterapeuta Trainer e Supervisore IIPA
    Maria Luisa Di Ubaldo, Segretaria Federvita Lazio e Coordinatrice Cav Roma

6 – COLLOQUIO DI DISSUASIONE: SIMULAZIONE PRATICA – 16 MARZO 2019

  • Simulazioni e confronto su storie vere
    Isabella Nuboloni, Psicolterapeuta Trainer e Supervisore IIPA
    Maria Luisa Di Ubaldo, Segretaria Federvita Lazio e Coordinatrice Cav Roma

7 – CONOSCERE LA FERTILITÀ PER PREVENIRE L’ABORTO – 30 MARZO 2019

  • Metodi naturali: il rispetto e la conoscenza del proprio corpo
    Maria Fanti, Presidente Cav Viterbo e insegnante di metodi naturali
  • Aspetti medici dell’IVG
    Giuseppe Grande, Medico endocrinologo e Segretario Generale Mpv italiano

8 – COME APRIRE UN CENTRO DI AIUTO ALLA VITA: ASPETTI OPERATIVI – 13 APRILE 2019

  • Come si costituisce una associazione: aspetti giuridico organizzativi
    Massimo Magliocchetti, Giurista Bioeticista e Responsabile giovani Roma
  • I Cav nella rete del Movimento per la Vita italiano
    Maria Luisa Di Ubaldo, Coordinatrice Cav Roma e Segretaria Federvita Lazio

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Aborto: aspetti biogiuridici e normativi

Da poche ore è stato pubblicato il “Trattato sulla Famiglia. Tra natura, diritto e nuove istanze” (Key Editore, 2018), realizzato con i contributi dei docenti formatori della Scuola di Alta Formazione e Studi Specializzati per Professionisti.

Sono felice e onorato di aver contribuito anche io con un capitolo dal titolo “Aborto: aspetti biogiuridici e normativi” (pp. 573-614).

Il libro si può ordinare a questo link.

Dall’Introduzione del mio saggio: 

All’interno del Corso di Alta Formazione in “Bioetica: aspetti filosofici, etici, fisiologici, giuridici e politici”[1],organizzato dalla Scuola di Alta Formazione e Studi Specializzati per Professionisti, il tema biogiuridico dell’aborto e della relativa normativa ha assunto una posizione di grande importanza, tenuto conto del contesto storico-culturale in cui si colloca. Infatti, l’anno in cui si è svolta la prima edizione del corso coincide con il quarantesimo anniversario dalla promulgazione della legge del 22 maggio 1978, n. 194, recante “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”.

Le pagine che seguono, senza avere la pretesa di esaurire un tema così vasto e interdisciplinare, intendono offrire al lettore una analisi critica relativamente tre temi collegati alla L. 194 del 1978, oggi tornati attuali.

I primi due, di carattere generale,sono la questione sul diritto alla vita del concepito e l’interrogativo se esista o meno un diritto all’aborto. Il terzo aspetto oggetto della trattazione attiene ai problemi applicativi della legge in esame con un particolare riferimento all’aborto nel primo trimestre di gravidanza e l’aborto c.d.terapeutico oltre il novantesimo giorno.

Nelle more della trattazione saranno inseriti riferimenti circa il prezioso servizio culturale reso in questi quarant’anni dal Movimento per la Vita italiano (MPV) e dai Centri di Aiuto alla Vita (CAV). In relazione ai temi giuridici in esame il MPV e i CAV, sin dal 1975 hanno contribuito ad alimentare una coscienza critica capace di coniugare l’aspetto scientifico a quello esperienziale di concreta assistenza alla donna e al nascituro, al fine di scegliere la Vita.

Il presente elaborato, però, presenta il limite di non esaurire tutta la tematica dell’aborto che avrebbe, invece, bisogno di una più ampia trattazione.

Tuttavia la scelta è strumentale alle esigenze didattiche perseguite con la speranza di poter dare al lettore gli strumenti di base per districarsi in questo delicato ma appassionante tema.

Dunque, senza tralasciare l’evoluzione dottrinale circa l’istituto giuridico dell’interruzione volontaria di gravidanza, il quadro costituzionale e normativo di riferimento, nonché le decisioni della Corte Costituzionale che si sono susseguite nel tempo, si proverà anche ad abbozzare una riflessione bioetica e biogiuridica su un tema che tutt’ora divide gli studiosi e l’opinione pubblica. A tal fine, proprio in virtù della qualificazione interdisciplinare che caratterizza la bioetica,verranno poste a fondamento di alcune argomentazioni anche prove che, in primo momento, esulano dalla scienza giuridica. Ciò in virtù del fatto che quando ci interroghiamo sulle discipline giuridiche che intervengono così fortemente sull’uomo e i suoi diritti, non possiamo non prendere in considerazione le altre scienze che con l’uomo hanno a che fare. Tanto più oggi che ci troviamo a valutare, dopo quarant’anni, una legge che già nei lavori preparatori aveva registrato lacune, contraddizioni e prese di posizioni ideologiche che non hanno saputo tener conto della realtà dei progressi scientifici del tempo.Questo valore aggiunto che si è solidificato e innovato nel tempo diviene un utile strumento al servizio di un vaglio critico delle norme contenute nella L.194/78, come del resto viene richiesto agli interpreti e agli operatori del diritto, con l’intento di evidenziare i contenuti problematici e le relative implicazioni bioetiche, a partire dalla Sent. 27 del 1975, ossia la controversa decisione della Consulta che ha posto le basi teoriche per la L. 194 del 1978[2],che di lì a poco sarebbe stata promulgata in un clima politico e culturale rovente[3].A scanso di equivoci, è bene sottolineare fin da subito che il giudizio sulla L. 194/78 non può che essere estremamente negativo. In linea con quanto espresso al suo tempo La Pira, la L. 194/78 ritengo sia una legge “integralmente iniqua” e intrinsecamente ingiusta[4].

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[1]Le pagine seguenti sono una sintesi delle lezioni tenute dall’Autore nel Corsodi Alta Formazione summenzionato, circa gli aspetti giuridici e normatividell’aborto e della sua disciplina contenuta nella L. 194 del 1978.
[2]Repubblica Italiana, L. 22 maggio 1978, n. 194: Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza, in Gazz. Uff., 22 maggio 1978, n. 140.D’ora in poi abbreviata in: L. 194.
[3]Per una completa ricostruzione storica di quegli anni: E. Bonicelli, Gli annidi erode. Il caso aborto in Italia (1973-1981), in Suppl. Il Sabato, n. 12, 21 marzo 1981; P. G. Liverani, Aborto anno uno, Ares, Milano, 1979.
[4]Per una raffinata ricostruzione sugli inganni della L. 194/78 si veda C. Casini, I tre inganni della legge sull’aborto, in fase di pubblicazione in Studi Cattolici, ed. marzo 2018. Si ringrazia l’On. Carlo Casini, Fondatore e Presidente Onorario del Movimento per la Vita italiano per avermi permesso di consultare il lavoro prima della sua pubblicazione.


Citazione bibliografica: 

M. Magliocchetti, Aborto:aspetti biogiuridici e normativi, in D. Leone – L. P. Martina (a cura di), Trattato sulla famiglia. Tra natura, diritto e nuove istanze, Key Editore, 2018, pp. 573 – 614.

La Corte di Cassazione specifica la differenza tra eutanasia e sedazione palliativa profonda

AbstractLa Sentenza della Corte di Cassazione, prima sezione penale, n. 26899/2018 offre al dibattito biogiuridico di fine vita una importante differenza tra la pratica eutanasica e la sedazione profonda che, invece, attiene all’ambito della palliazione. Nel commento che segue si intendono offrire criteri ermeneutici per chiarire la differenza specificata dai giudici di legittimità sul tema.

Sommario – 1. Il fatto – 2. La definizione di eutanasia secondo la Corte di Cassazione – 3. La sedazione profonda come atto palliativo non eutanasico. – 4. Un criterio ermeneutico per interpretare la L. 219/2017 sulle Dat in modo restrittivo. –– 5. Palliazione ed eubiosia: per una qualità della morte.

L’articolo è stato pubblicato su Giustizia, la Rivista telematica della Scuola Forense Vittorio Emanuele Orlando dell’Ordine degli Avvocati di Roma. Per leggerlo clicca qui.