Boldrini apre all’utero in affitto

Laura Boldrini apre all’utero in affitto. Io chiuderei alla Boldrini. 
In questi giorni ha fatto molto discutere l’ultima apertura della presidente della Camera, Laura Boldrini, che in un’intervista a Repubblica TV ha dichiarato: “la maternità surrogata e’ un tema delicato. Esistono situazioni diverse, questa pratica viene esercitata sia da coppie italiane eterosessuali che coppie italiane omosessuali che vanno all’estero. Poi tornano in Italia e non c’e’ una regolamentazione. Ci va bene cosi? Vogliamo mettere la testa sotto la sabbia? Se una cosa esiste nella realtà’ bisogna regolarla anziché’ lasciarla alla libera gestione dell’individuo”.

Peccato che alla presidente della Camera sfugga un particolare non da poco. In Italia la maternità surrogata – cioè l’utero in affitto – è vietata e perseguita penalmente. Infatti è proprio la legge 40/2004 che all’articolo 12 prevede che chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro. Inoltre, sono note le forme di sfruttamento che si celano dietro questa pratica barbara.

La maternità surrogata è la schiavitù del terzo millennio. E’ indecoroso che la terza carica dello Stato auspichi che sia regolamentata aprendo, di fatto, alla possibilità di introdurla nel nostro ordinamento.

Massimo Magliocchetti

Cav: alternativa credibile all’aborto

3 febbraio 2017 – Per la 40^ Giornata per la Vita con gli amici di Fidene abbiamo scoperto la meritoria esperienza dei Centri di Aiuto alla Vita, veri generatori di speranza per le mamme con gravidanze difficili o indesiderate. Gli 8.301 bambini nati nel 2016 ne sono una concreta testimonianza. Tutti possiamo essere segni di speranza, al di là del Cav: ho proposto di segnare in rubrica il telefono di sosvita (800.813.000) per essere sempre pronti a donare una alternativa a chi è in difficoltà.
Continua il periodo di semina, a testa bassa, con umiltà, consapevoli che non spetta a noi raccogliere i frutti.
Grazie a don Giuseppe Surace per l’invito e ai presenti per lo scambio di esperienze.

Biotestamento: tre nodi critici, una proposta

3 febbraio 2018 – Per la 40^ Giornata per la Vita con gli amici del Cav Roma Tiburtino abbiamo ragionato sulle insidie della legge sul Biotestamento. È seguito uno stimolante dibattito.
Ho ribadito che non è una legge sul fine vita, ma sul porre fine alla vita. In alternativa alla morte per fame e sete ho ricordato la meritoria opera degli Hospice. Davanti al rischio di diventare arbitri della dignità altrui ho ribadito che non esistono vite indegne di essere vissute, delle quali siamo però tutti corresponsabili quando sono sofferenti o malate.
Grazie ai presenti per la partecipazione e ai volontari del Cav per la stima.
#siallavita